A Gotham City la polizia è incapace di fronteggiare la criminalità comune e le potenti bande organizzate, rivali l'una dell'altra e spesso in combutta con poliziotti corrotti. Da qualche tempo, inoltre, l'ispettore Gordon è preoccupato per le fantomatiche apparizioni di un giustiziere mascherato che si fa chiamare Batman, che agisce di notte e predilige come campo d'azione i quartieri più malfamati della metropoli. L'uomo mascherato desta l'interesse della stampa: Vicky Vale, una intraprendente giornalista, sogna lo scoop e cerca indizi che possano portarla a svelare il mistero e l'identità del coraggioso uomo-pipistrello. Mentre Vicky fa conoscenza del malinconico miliardario Bruce Wayne e del suo fedele maggiordomo Alfred in occasione di un ricevimento nella sua splendida villa, il gangster Grissom medita di sbarazzarsi del suo ingombrante braccio destro Jack Napier. Jack viene, infatti, da lui incaricato di effettuare una rapina presso uno stabilimento chimico, ma quando giunge sul posto trova la cassaforte vuota e la polizia ad aspettarlo. Nello scontro a fuoco che segue, irrompe improvvisamente anche Batman. La banda di Napier viene sgominata e lui stesso lottando con il giustiziere mascherato sembra trovare la morte cadendo in una vasca di acido. In realtà, il gangster sopravvive. Un'operazione chirurgica fatta alla meno peggio trasforma il suo viso in una pallida maschera perennemente ghignante. Da quel momento, il Jolly - è questa la nuova identità che il delinquente assume - giura vendetta contro il mondo intero. La sua prima vittima è Grissom, ma è chiaro che il bersaglio principale dovrà essere Batman. Nel corso delle avventure che seguono, Vicky si innamora di Bruce e scopre che all'origine della sua tristezza è il doloroso ricordo dell'assassinio dei suoi genitori al quale, bambino, ha assistito, una notte, per mano di ignoti teppisti. E Bruce, che altri non è che Batman, lotta con se stesso combattuto com'è tra la sua missione e il bisogno di amore. Quando il Jolly, dopo avere dimostrato pubblicamente e a più riprese la sua pericolosità, minaccia di annientare con il gas l'intera popolazione di Gotham City, il confronto con Batman si profila inevitabile. Nel duello decisivo che si svolge sulla cima del campanile della metropoli, Batman prima di avere la meglio sul Jolly, gli rivela di avere scoperto essere lui l'assassino dei suoi genitori. Restituita la pace e la giustizia a Gotham City, Bruce Wayne può finalmente dedicarsi alla bella Vicky ... almeno fino a quando la città non avrà ancora bisogno di lui.
Tim Burton riscrive l'avventura di Batman accentuando le cupe atmosfere delle prime tavole di Bob Kane per farne cornice ad una lotta tra bene e male nella quale il bene ed il male tendono a confondersi. Pur costretto ad uno schematico tratto dei personaggi, il regista, coadiuvato da attori prestigiosi, riesce ad imprimere loro le necessarie motivazioni psicologiche facendo del protagonista mascherato un uomo tormentato dai ricordi del passato ed esasperando nello sghignazzante antagonista la dimensione di una rabbiosa, incontenibile follia. Se a livello di immagine cinematografica l'istrionismo di Nicholson finisce con il prevalere su tutto, non vanno tuttavia dimenticate le buone prove degli attori Michael Keaton, pensoso eroe mascherato, Michael Gough, perfetto nelle vesti del maggiordomo Alfred, Jack Palance, a proprio agio nella parte del gangster Grissom, Pat Hingle, l'indaffarato commissario Gordon. Kim Basinger incarna Vicki Vale, disegnata da Bob Kane nel 1948, si dice, sull'immagine di Marilyn Monroe. Alicia, la ragazza del gangster, è interpretata da Jerry Hall moglie del rolling stone Mick Jagger.La scenografica rappresentazione di Gotham City - incubo gotico popolato di ombre e figure inquietanti - è opera di Frank Miller. Il film, proiettato in occasione del cinquantesimo compleanno dell'eroe dei fumetti, fu preceduto da una eccezionale campagna pubblicitaria ed ottenne al botteghino il successo preventivato. Batman sullo schermo: The Batman (1943)Batman and Robin (1949)Batman (1966)Batman - Il ritorno (1992)Batman Forever (1995)Batman & Robin (1997)
domenica 4 dicembre 2016
domenica 20 novembre 2016
ALCUNE COSE CHE NON SAI SUL CAVALLIERE OSCURO
Gli omaggi a Batman, per questi suoi primi 75 anni, semplicemente non si contano. E dopo aver parlato della mostra in suo onore organizzata negli studi Warner, dei corti animati Batman: Strange Days e Batman Beyond, dell’uscita home video della serie tv anni ’60 e dei dieci meravigliosi artwork realizzati dal collettivo Poster Posse ci è venuta voglia anche a noi di rendere omaggio a uno dei personaggi più rappresentativi della storia dei fumetti, del cinema e della televisione, sicuramente tra i più amati dai bambini e ragazzi di tutto il mondo. Per questo abbiamo raccolto le immagini che trovate in fondo all’articolo, in cui sono raccolte 25 curiosità che metteranno alla prova la vostra Bat-cultura. Quanti di voi, ad esempio, sapevano che il primissimo Batman era privo di cappuccio… e per di più biondo? E chi era a conoscenza del fatto che Christian Bale, anni prima di ottenere la parte da protagonista nella nuova trilogia di Christopher Nolan, venne scartato per la parte di Robin in Batman Forever?
domenica 13 novembre 2016
Wolverine - L'immortale......che grande film
Dopo gli eventi di xmenSe il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale.
domenica 16 ottobre 2016
Batman Begins
Bruce Wayne, giovane rampollo di un illuminato filantropo di Gotham City, vede i suoi genitori assassinati da un rapinatore. Incapace di liberarsi del senso di colpa, inizia un vagabondaggio che lo porta fin sulle vette dell'Himalaia, dove Ra's Al Ghul e il suo fido Ducard lo iniziano alla via del loro culto ninja. Wayne è deciso a servire la giustizia e tornato a Gotham, trova in Falcone, potente trafficante di droga, e in Crane, altrettanto corrotto psichiatra, i due più acerrimi nemici, dietro ai quali però pare celarsi qualcuno di ancor più potente. L'unico modo per combatterli è diventare un simbolo, che dia forza e speranza alla gente.
Per chi non l'avesse capito, questo simbolo si chiamerà Batman, l'uomo-pipistrello, terrore dei criminali nella metropoli della corruzione.
L'ambiguità psicologica di Wayne/Batman diventa finalmente il fulcro di un film a lui/loro dedicato: non poteva essere messo in mani migliori, visto che Nolan, nella sua pur breve carriera, ha dimostrato di avere una somma predilezione per i meandri più fangosi della mente umana.
Questo quinto capitolo della moderna traduzione in pellicola di uno tra gli eroi a fumetti più amati di sempre è di ottima fattura, ed è quasi tutto merito dello stesso regista: Nolan immerge la trama in un'atmosfera cupa ma non barocca; elude abilmente gli stereotipi pacchiani (in agguato ad ogni angolo nei film tratti da fumetti); tiene la tensione grazie a personaggi ben costruiti e non a colpi bassi da seconda lezione del corso di sceneggiatura. A onor del vero la prima parte è un po' farraginosa, ma il film lentamente carbura, fino a chiudere in grande stile con un colpo maestro che lo ricongiunge al primo capitolo diretto da tim burton Un plauso a Nolan, dunque, soprattutto per aver ridato slancio e dignità ad una serie che
Un'ultima menzione per Bale, ottimo in un cast stellare ma sottotono: finalmente un volto credibile per il Cavaliere Oscuro.
aveva ostinatamente tentato di macellare.
Per chi non l'avesse capito, questo simbolo si chiamerà Batman, l'uomo-pipistrello, terrore dei criminali nella metropoli della corruzione.
L'ambiguità psicologica di Wayne/Batman diventa finalmente il fulcro di un film a lui/loro dedicato: non poteva essere messo in mani migliori, visto che Nolan, nella sua pur breve carriera, ha dimostrato di avere una somma predilezione per i meandri più fangosi della mente umana.
Questo quinto capitolo della moderna traduzione in pellicola di uno tra gli eroi a fumetti più amati di sempre è di ottima fattura, ed è quasi tutto merito dello stesso regista: Nolan immerge la trama in un'atmosfera cupa ma non barocca; elude abilmente gli stereotipi pacchiani (in agguato ad ogni angolo nei film tratti da fumetti); tiene la tensione grazie a personaggi ben costruiti e non a colpi bassi da seconda lezione del corso di sceneggiatura. A onor del vero la prima parte è un po' farraginosa, ma il film lentamente carbura, fino a chiudere in grande stile con un colpo maestro che lo ricongiunge al primo capitolo diretto da tim burton Un plauso a Nolan, dunque, soprattutto per aver ridato slancio e dignità ad una serie che
Un'ultima menzione per Bale, ottimo in un cast stellare ma sottotono: finalmente un volto credibile per il Cavaliere Oscuro.
aveva ostinatamente tentato di macellare.
domenica 9 ottobre 2016
TRE PRIMATI DI CAPITAN AMERICA

1.IL SUO AMICO È STATO IL PRIMO SUPEREROE AFRO-AMERICANO:
Falcon è stato introdotto in Captain America numero 117, inoltre è anche il primo supereroe afro-americano a non avere la parola “black/nero” nel suo nome. È un eroe incredibile e chi non ha familiarità con i fumetti lo ha già visto muovere i primi passi nel Marvel Cinematic Universe in Captain America: Winter Soldier e Ant-Man
2 .È STATO IL PRIMO SUPEREROE:
Anche se non è stato il primo supereroe ad essere creato dalla Marvel, è stato il primo nell’universo Marvel. È stato creato per essere “the ultimate soldier” e ci sono riusciti, tanto che tanti cattivi hanno cercato di mettere le mani sul siero che lo ha reso così come lo conosciamo. La sua creazione ha scatenato la rivolta dei cattivi dell’universo Marvel e da lì, tanti eroi sono venuti alla luce.
3.IN REALTÀ LUI NON ERA IL PRIMO AVENGER:
Non mi è ancora chiaro il perché la Marvel lo abbia nominato negli ultimi film “The First Avenger“, forse è perché è stato il primo eroe creato e poi ha finito per diventare un vendicatore. I primi vendicatori erano in realtà Wasp, Ant-Man, Iron Man, Thor e Hulk. Hulk ha lasciato dopo aver appreso della mancata fiducia da parte degli altri Vendicatori nei suoi confronti e questo ha portato Capitan America prendere il suo posto. Nel corso del tempo, Cap è diventato indispensabile per la squadra e li condusse anche a causa della sua vasta esperienza e conoscenza di battaglia e tattica. Cap appare ancora sul roster della squadra principale oggi come Sam Wilson, ed è stato in un certo numero di versioni differenti della squadra, spesso come Rogers.
domenica 18 settembre 2016
The Amazing Spider-Man entra di diritto nella nostra lista
All'età di sette anni, Peter Parker viene affidato alle cure di zia May e
zio Ben dai genitori che non rivedrà mai più. Un decennio dopo, è un
liceale solitario con una cotta per la compagna di classe Gwen Stacy,
figlia del capitano della polizia. La scoperta, in soffitta, di una
valigetta di suo padre contenente dei documenti secretati porta Peter a
fare la conoscenza del dottor Curt Connors, vecchio amico di famiglia e
collega del padre presso la Oscorp. È nel suo laboratorio, dove si
studia la possibilità di innesti tra cellule umane e animali, che Peter
viene morso da un ragno e si ritrova dotato di nuovi e straordinari
poteri. A Marc Webb l'arduo compito del reboot di un prodotto cinematografico del quale eravamo già pienamente soddisfatti, grazie alla recente trilogia di Raimi: inutile mettersi a farne un calco, difficile evitare le sovrapposizioni, dato il comune testo di partenza. Che fare? Forse la risposta va cercata nel poster di Einstein che campeggia in casa di Peter Parker e reca la famosa frase secondo la quale "l'immaginazione è più importante della conoscenza". Poco importa, sembra dire Webb, se la storia è nota, si può ancora reinventare ogni cosa. Verso la fine il film tornerà su questo concetto, durante una lezione scolastica, quando si premurerà di ricordare che c'è chi sostiene che al mondo esistano solo dieci storie ma forse ce n'è addirittura una soltanto, che coincide con la domanda identitaria: chi sono io. Webb e sceneggiatori immaginano dunque un Peter diverso, non più un emarginato ma un ribelle, quasi uno snob in erba, che non viene morso per caso ma va di sua iniziativa là dove l'impossibile può accadere, quasi sperandolo, e non teme la propria trasformazione ma ne è immediatamente soddisfatto e consapevole. Non sono sfumature: proprio perché ridefiniscono l'identità del protagonista di fatto ridisegnano completamente il quadro.
Al romanticismo, all'aspetto ludico e all'immaginario cartaceo dei film di Raimi (nel senso della carta dei fumetti ma anche di quella fotografica e di giornale) si sostituisce una visione attualizzata, meno tormentata ma più realistica, il cui immaginario di riferimento è esclusivamente cinematografico e nemmeno rétro. Sfortunatamente, le idee visive scarseggiano, se si eccettua il passaggio forse volontariamente ridicolo dalle squame del branzino alla pelle di Lizard, il gigante distruttore, o la scena dell'infilata di gru, che vorrebbe dare un senso al 3D, ma occorre accantonare ogni confronto col pregresso o non si uscirà dalla spirale ingannevole della falsariga (e qualcosa c'è, di obbligato, come il "non è una scelta, è una responsabilità" a rimpiazzo di "grandi poteri, grandi responsabilità").
Amazing è una parola grossa, che non calza bene al film in questione, ma Spider-Man ha avuto tante vite e il suo giro dentro il costume rosso e blu, in fondo, se lo è meritato anche Andrew Garfield.
lunedì 22 agosto 2016
Batman & Robin uno dei più belli in assoluto
l dottor Freeze è alla ricerca di una cura per la moglie che è
ibernata. Ha al suo fianco Poison Ivy, una volta scienziata in chimica e
divenuta ora una specie di dea della Flora. Batman, con l'aiuto di
Robin, deve difendere Gotham City dalla pericolosa irruzione di questi
due personaggi. Troveranno un aiuto inatteso nella nipote del
maggiordomo di Batman e riusciranno, ovviamente, a sconfiggere i
'cattivi'. Dimenticate le atmosfere introversamente dark dei film di
Burton, nella serie 'Batman' psicologie dei personaggi e sviluppo delle
battute non contano più nulla. Ciò che importa è solo ed esclusivamente
aggiungere luci a colori e suoni in un ritmo incessante che lasci lo
spettatore esausto al termine della proiezione. Con il risultato di
aggiungere una nuova dose di droga visiva agli assuefatti e di far
individuare un vuoto pneumatico in confezione extralusso a chi invece ha
conservato un minimo di capacità di discernimento. Film come questo
hanno, per fortuna, un destino segnato: col passaggio televisivo
perderanno qualsiasi tipo di presa, rivelando così la loro
inconsistenza.
domenica 24 luglio 2016
10 Curiosità su SUPERMAN
1 - Negli anni Trenta in America
vi era una forte discriminazione verso gli immigrati di origine ebraica
(ricordo a tutti che i primi a promulgare le leggi razziali furono gli
proprio gli americani con Ellis Island).
Chi di questi voleva fare lo scrittore si trovava spesso ostracizzato a
meno che non lavorasse in generi considerati di serie B, come i
romanzacci d’avventura o i fumetti. Ed ecco quindi che abbiamo uno
straniero, chiaramente immigrato da addirittura un altro pianeta, che
difende la libertà, la giustizia e l’American Way con i suoi incredibili
poteri, oltre ad essere totalmente accettato dalla popolazione. Una
bella soddisfazione, non trovate?
2 - A proposito di immigrazione, il tema della cittadinanza di Kal El (o Kal L se preferite quello di Terra 2) è sempre stato un dramma, in fondo a livello legale sarebbe un immigrato irregolare su suolo americano e quindi dovrebbero cacciarlo, ma d’altra parte è il più grande eroe degli USA. Si è quindi venuta a creare un’empasse, spinta anche dal fatto che non possono “aiutarlo a casa sua” perché casa sua è scoppiata. La soluzione arriva nei primi anni Ottanta per mano di John Byrne e della sua rilettura in Man of Steel delle origini del personaggio; qua il piccolo Kal viene spedito sotto forma di feto sulla terra e fatto maturare all’interno della sua navicella. Superman nasce quindi su suolo americano e grazie allo Ius Soli ne è un cittadino a tutti gli effetti. Non male, no?
3 - Nel libro La fisica dei supereroi, l’autore ci presenta un’interessante teoria sull’esplosione di Krypton: data l’instabilità del nucleo e la sua enorme forza di gravità, come viene almeno descritto nelle origini di Shuster e Siegel, è probabile che il suo nucleo fosse formato da materia proveniente dall’esplosione di una supernova, una stella di neutroni la cui densità è inferiore solo a quella dei buchi neri. Questo spiegherebbe la mancata distribuzione stabile della materia e la seguente esplosione.
4 - Durante la sua lunga carriera editoriale, filmica e radiofonica, l’Uomo d’Acciaio ha guadagnato diversi poteri, oltre ai canonici, tra cui alcuni alquanto discutibili.
6 - I poteri di Superman durante la Silver Age erano talmente elevati che necessitavano un ridimensionata, praticamente senza l’apparizione di almeno un frammento di kryptonite il nostro non poteva essere sconfitto! Accade così in Superman 233 del 1971 che durante un esperimento con un reattore a Kryptonite si crea una reazione a catena che neutralizza tutta la preziosa pietra presente sulla Terra! «E mo?» direte voi. Be’, alla fine anche se per l’Uomo d’Acciaio sembra una figata atomica, in realtà l’esplosione ha aperto un portale verso un’altra dimensione, Quarrm, da cui uscirà un’entità di sabbia con le stesse fattezze del nostro eroe e con la capacità di rubargli i poteri. Alla fine della lunga saga, che è diventata un classico dell’ultimo periodo della Silver age, Superman cederà metà del suo potere alla creatura, ritornando più “umano” e più limitato, e dando origine alla prima apparizione del Superman dell’Età del Bronzo, anche se questi non avrà vita molto lunga (la parola “Crisi” non vi dice niente?).
7 - A proposito di Kryptonite, la pietra non è nata come molti erroneamente credono nel mondo del fumetto, ma in quello della radio. Certo, nel 1940 Shuster aveva introdotto, in una sola storia, una sostanza simile, il metallo K che privava Superman dei suoi poteri mentre li conferiva ai normali esseri umani (trama poi ripresa in Smallville), ma solo nel 1943 con l’episodio radio La meteora da Krypton appare per la prima volta la pietra verde. Ci vorranno almeno altri sei anni prima che essa venga introdotta nel mondo cartaceo grazie all’intercessione di una delle prime editor donna della storia dei comics: Dorothy Woolfolk.
8 - Sempre sulla Kryptonite, mi sembra giusto fornirvi almeno un elenco dei colori e dei gusti in cui possiamo trovarla, a parte le classiche verde (che nell’età pre-crisi toglieva solo i poteri, mentre ora avvelena Kal), rossa (che causa mutazioni temporanee) e oro (che lo priva dei suoi poteri per sempre) abbiamo diverse offerte nel catalogo, qua vi elencherò solo le più bizzarre.
10 - Sapevate che la nascita su carta di Superman è una serie di citazioni una dietro l’altra?
2 - A proposito di immigrazione, il tema della cittadinanza di Kal El (o Kal L se preferite quello di Terra 2) è sempre stato un dramma, in fondo a livello legale sarebbe un immigrato irregolare su suolo americano e quindi dovrebbero cacciarlo, ma d’altra parte è il più grande eroe degli USA. Si è quindi venuta a creare un’empasse, spinta anche dal fatto che non possono “aiutarlo a casa sua” perché casa sua è scoppiata. La soluzione arriva nei primi anni Ottanta per mano di John Byrne e della sua rilettura in Man of Steel delle origini del personaggio; qua il piccolo Kal viene spedito sotto forma di feto sulla terra e fatto maturare all’interno della sua navicella. Superman nasce quindi su suolo americano e grazie allo Ius Soli ne è un cittadino a tutti gli effetti. Non male, no?
3 - Nel libro La fisica dei supereroi, l’autore ci presenta un’interessante teoria sull’esplosione di Krypton: data l’instabilità del nucleo e la sua enorme forza di gravità, come viene almeno descritto nelle origini di Shuster e Siegel, è probabile che il suo nucleo fosse formato da materia proveniente dall’esplosione di una supernova, una stella di neutroni la cui densità è inferiore solo a quella dei buchi neri. Questo spiegherebbe la mancata distribuzione stabile della materia e la seguente esplosione.
4 - Durante la sua lunga carriera editoriale, filmica e radiofonica, l’Uomo d’Acciaio ha guadagnato diversi poteri, oltre ai canonici, tra cui alcuni alquanto discutibili.
- Super Ipnosi: nel numero di Action Comics 38 del 1941, Gardner Fox dona al nostro superuomo l’abilità di lanciare raggi che ipnotizzano dagli occhi. Non male, vero?
- Super Ventriloquismo: con questo potere il nostro eroe preferito può far provenire la sua voce da dove vuole. La bizzarra idea è stata sfruttata per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, anche se nel 2005 con la miniserie The Question sembrava essere riapparsa… Ma anche no, grazie!
- Super Dieta: Superman sembra non avere bisogno di mangiare e se lo fa è solo per abitudine. In aggiunta, il suo corpo metabolizza alla perfezione quello di cui si nutre per cui non può né ingrassare né dimagrire troppo. Forse l’unico superpotere veramente utile.
6 - I poteri di Superman durante la Silver Age erano talmente elevati che necessitavano un ridimensionata, praticamente senza l’apparizione di almeno un frammento di kryptonite il nostro non poteva essere sconfitto! Accade così in Superman 233 del 1971 che durante un esperimento con un reattore a Kryptonite si crea una reazione a catena che neutralizza tutta la preziosa pietra presente sulla Terra! «E mo?» direte voi. Be’, alla fine anche se per l’Uomo d’Acciaio sembra una figata atomica, in realtà l’esplosione ha aperto un portale verso un’altra dimensione, Quarrm, da cui uscirà un’entità di sabbia con le stesse fattezze del nostro eroe e con la capacità di rubargli i poteri. Alla fine della lunga saga, che è diventata un classico dell’ultimo periodo della Silver age, Superman cederà metà del suo potere alla creatura, ritornando più “umano” e più limitato, e dando origine alla prima apparizione del Superman dell’Età del Bronzo, anche se questi non avrà vita molto lunga (la parola “Crisi” non vi dice niente?).
7 - A proposito di Kryptonite, la pietra non è nata come molti erroneamente credono nel mondo del fumetto, ma in quello della radio. Certo, nel 1940 Shuster aveva introdotto, in una sola storia, una sostanza simile, il metallo K che privava Superman dei suoi poteri mentre li conferiva ai normali esseri umani (trama poi ripresa in Smallville), ma solo nel 1943 con l’episodio radio La meteora da Krypton appare per la prima volta la pietra verde. Ci vorranno almeno altri sei anni prima che essa venga introdotta nel mondo cartaceo grazie all’intercessione di una delle prime editor donna della storia dei comics: Dorothy Woolfolk.
8 - Sempre sulla Kryptonite, mi sembra giusto fornirvi almeno un elenco dei colori e dei gusti in cui possiamo trovarla, a parte le classiche verde (che nell’età pre-crisi toglieva solo i poteri, mentre ora avvelena Kal), rossa (che causa mutazioni temporanee) e oro (che lo priva dei suoi poteri per sempre) abbiamo diverse offerte nel catalogo, qua vi elencherò solo le più bizzarre.
- Kryptonite Blu: toglietevi dalla testa tutte le baggianate di Grant Morrison del reboot; la vera Kryptonite Blu è la Kryptonite Bizzarro, creata dallo stesso raggio duplicatore che ha dato vita alla creatura e che risulta letale per i cloni imperfetti, privandoli dei loro poteri. È un duplicato sbagliato e può essere bloccata solo da piombo a sua volta duplicato nella stessa maniera. PUNTO.
- Kryptonite Bianca: nessun effetto su creature che non facciano parte del regno vegetale, ma contro le piante, indipendentemente dalla loro origine terrestre o meno, risulta letale.
- Kryptonite Gioiello: i resti della Montagna Gioiello di Krypton permette ai prigionieri della zona fantasma di usare le loro capacità psichiche per interagire con il mondo reale.
- Kryptonite arancio: dona agli animali poteri superiori a quelli di un kryptoniano. Non male se siete una scimmia, un delfino o un cane, inutile per tutto il resto
- E infine la Kryptonite che ha messo in difficoltà tutti i partecipanti della gara a quiz del Nerd Pride (tra cui Roberto Recchioni), nonché la mia preferita: la Kryptonite Rosa! Ebbene sì, in una storia di quella coughcoughcagatacough serie di Supergirl, la protagonista si trova in una linea alternativa in cui questa pietra rende temporaneamente Superman un po’ “gaio”, se capite cosa intendo. La scena dura solo pochi attimi, ma lo si vede complimentarsi con Jimmy Olsen per il suo stile e una estereffatta Lois non capisce cosa stia accadendo. Evvai così!
10 - Sapevate che la nascita su carta di Superman è una serie di citazioni una dietro l’altra?
- Superman è ispirato a Doc Savage, il super uomo dei romanzi pulp anni Venti che era il massimo esponente della razza umana (Tom Strong di Alan Moore è una palese citazione, avendo praticamente le stesse origini); sapete come era il nome del buon dottore da Civile? Clark Savage Jr. Fate un po’ voi.
- Anche il cognome di Clark nasconde un segreto; sembra sia ispirato al protagonista di The Shadow, altro eroe pulp, che si chiamava, tra le varie identità, Kent Allard e aveva una partner che rispondeva al nome di Margo Lane…
- Kal-El ricorda la parola ebraica che significa “Voce di Dio”, se ci pensate anche tutti gli angeli Gabri-el, Sama-el, non sono altro che super potenti esseri che compiono, in teoria, del bene.
- Chi non coglie la citazione sul nome della città non merita il mio rispetto.
- I poteri di Clark non sono propriamente originali, la sua super forza, il suo super salto (sì, il Superman originale saltava e basta) sono derivati da John Carter di Marte di Edward Rice Borroughs. La spiegazione che viene usata è valida per entrambi i personaggi: la maggior gravità dei loro pianeti d’origine dona al corpo una miglior struttura fisica e di conseguenza maggior forza e velocità
mercoledì 13 luglio 2016
Un classico : BATMAN IL RITORNO
La notte di un Natale di tanti anni fa, a Gotham City, una coppia si
sbarazza del figlioletto deforme gettandolo nel fiume. Ma il bambino
sopravvive, cresce nelle fogne covando rancore e vendetta, si mette a
capo della scatenata gang del "Red Triangle Circus", e 33 anni dopo,
alla vigilia di un altro Natale, è pronto finalmente per fare la sua
prima clamorosa apparizione in pubblico. Avendo in odio l'umanità, il
Pinguino - questo è nome con il quale il mostro è conosciuto - medita di
distruggerla e costringe Max Shreck, il grande industriale che ha
accumulato miliardi con mezzi illeciti, ad allearsi con lui. Max crede
di poter facilmente servirsi del Pinguino per i suoi loschi interessi e,
facendo leva sulla credulità della folla lo candida a sindaco della
città. All'inizio, la scalata al potere di Max procede senza intoppi:
una sua segretaria, l'insignificante Selina Kyle che ha avuto il torto
di curiosare tra le sue carte, è scagliata nel vuoto dall'alto del suo
palazzo e Batman, per il momento, si limita a dubitare sulle vere
intenzioni del Pinguino senza, tuttavia, intervenire attivamente. Ma il
caso vuole che Selina sopravviva e, trasformata radicalmente nella
persona e nell'animo, assuma l'identità dell'indomita Catwoman. I
progetti di Max vanno in crisi, quando il Pinguino, invaghitosi della
seducente vendicatrice mascherata, organizza una serie di delitti per
screditare Batman. L'uomo pipistrello decide di intervenire e Gotham
City diventa un campo di battaglia: il Pinguino, smascherato di fronte
al pubblico, minaccia di uccidere tutti i primogeniti dei cittadini e
riversa sulla città un'orda di pinguini armati di missili pronti ad
esplodere al suo comando.Accettando di realizzare il sequel di Batman, Tim Burton subordina l'avventura all'approfondimento psicologico dei personaggi. La scelta è commercialmente rischiosa ed infatti non paga bene al botteghino, ma si rivela vincente a distanza di tempo. Lo spettacolo c'è, ma rimane come compresso in episodi a sé stanti, incasellati tra le claustrofobiche scenografie metropolitane notturne o l'architettura fiabesca del regno sotterraneo, nelle fogne di Gotham City. Poco fantasioso nell'intreccio e piuttosto distante dagli schemi della pellicola d'azione, Batman Returns, più che celebrare nuove imprese del giustiziere mascherato (come probabilmente il pubblico si aspettava), è, invece, un originalissimo pamphlet sulla diversità fisica e morale.
Ciascuno dei quattro protagonisti è un "mostro", sia pure con sfumature e motivazioni diverse: Bruce Wayne e Selina Kyle nella doppia identità di Batman e Catwoman sono stanchi di nascondersi dietro le maschere, si intuiscono e si rincorrono disperatamente nel bisogno di una felicità mai conosciuta, l'uno e l'altra essendo consapevoli di non poter vincere li disagio esistenziale che li accompagna da sempre. Il Pinguino e Max sono due geni del male, ma mentre il primo deve la sua mostruosità ad una tragica malformazione che l'allontana dal mondo, il secondo è un mostro socialmente accettato e rispettabile, espressione della più cinica ragione capitalistica. L'uomo pipistrello (o il mezzo topo e mezzo uomo, come lo chiama il Pinguino), la ragazza gatta dalle nove e forse più vite (nell'ultima scena, quando ormai si pensa che sia morta nel duello con Max, il suo profilo beffardo si staglia ancora contro il cielo notturno), l'uomo pinguino (o anello mancante tra l'uomo e l'uccello, come lo definisce la stampa) possono toccare le corde della compassione. L'esangue Max Shreck (il nome rimanda direttamente al mitico protagonista di Nosferatu) invece, non cerca pietà né perdono: mostro per professione, è freddo, efficiente e calcolatore, né vale affiancarlo di un figlio (figura del tutto marginale) per infondergli una scintilla d'umanità. Se per i ruoli di Catwoman e del Pinguino si era pensato dapprima a Cher, Annette Bening e Dustin Hoffman, nessun tentennamento ebbe la produzione nell'affidare per la seconda volta il ruolo di Batman a Michael Keaton, nonostante le proteste dei più sfegatati fan dell'eroe mascherato.
Il film fu candidato all'Oscar per gli effetti speciali di Michael Fink, Craig Barron, John Bruno e Dennis Skotak, e per il trucco di Ve Neill, Ronnie Specter e Stan Winston.
domenica 19 giugno 2016
domenica 15 maggio 2016
Wolverine - L'immortale......che grande film
Dopo gli eventi di xmen Se il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale.
domenica 8 maggio 2016
BATMAN VS SUPERMAN
l film scritto da Chris Terrio, da una sceneggiatura di David S.
Goyer, è basato sui personaggi dell'universo di Superman, creati da
Jerry Siegel & Joe Shuster, sui personaggi di Batman, creati da Bob
Kane, e su quelli del mondo di Wonder Woman, creati da William Moulton
Marston, e apparsi nei fumetti pubblicati dalla DC Entertainment.La sinossi: temendo le azioni di un supereroe simile a un dio lasciato senza controllo, il formidabile e vigoroso vigilante di Gotham City affronta il venerato salvatore moderno di Metropolis, mentre il mondo cerca di capire di quale tipo di eroe ha davvero bisogno. E con Batman e Superman in guerra tra loro, una nuova minaccia rapidamente si alza, mettendo l'umanità in pericolo maggiore di qualsiasi cosa abbia mai conosciuto.
domenica 10 aprile 2016
Batman & Robin
l dottor Freeze è alla ricerca di una cura per la moglie che è
ibernata. Ha al suo fianco Poison Ivy, una volta scienziata in chimica e
divenuta ora una specie di dea della Flora. Batman, con l'aiuto di
Robin, deve difendere Gotham City dalla pericolosa irruzione di questi
due personaggi. Troveranno un aiuto inatteso nella nipote del
maggiordomo di Batman e riusciranno, ovviamente, a sconfiggere i
'cattivi'. Dimenticate le atmosfere introversamente dark dei film di
Burton, nella serie 'Batman' psicologie dei personaggi e sviluppo delle
battute non contano più nulla. Ciò che importa è solo ed esclusivamente
aggiungere luci a colori e suoni in un ritmo incessante che lasci lo
spettatore esausto al termine della proiezione. Con il risultato di
aggiungere una nuova dose di droga visiva agli assuefatti e di far
individuare un vuoto pneumatico in confezione extralusso a chi invece ha
conservato un minimo di capacità di discernimento. Film come questo
hanno, per fortuna, un destino segnato: col passaggio televisivo
perderanno qualsiasi tipo di presa, rivelando così la loro
inconsistenza.
domenica 21 febbraio 2016
BATMAN FOREVER e' sicuramente uno dei piu belli della saga
Due criminali funestano Gotham City: "Due Facce", magistrato deturpato e impazzito, e l'Enigmista, scienziato folle e geniale con l'ossessione degli indovinelli. Bruce Wayne, alias Batman, rivive i propri traumi infantili quando la famiglia del giovane trapezista Dick Grayson viene decimata da "Due Facce", ma per fortuna interviene l'incandescente psicanalista Chase Meridian. Alla fine Dick diventerà Robin per affiancare Batman nella resa dei conti.
domenica 14 febbraio 2016
l'ABBIAMO VISTO CI è PIACIUTO E VE LO CONSIGLIAMO !!!! DEADPOOL
È dal 2004 che Ryan Reynolds
insegue questo personaggio. All'epoca era in discussione con la New
Line che ne deteneva i diritti ma senza successo, poi da quando questi
sono passati alla Fox ha ripreso ad interessarsene, finendo per
interpretarlo (ma con poca soddisfazione di tutti) in X-Men: le origini - Wolverine.
Quando però un video realizzato come prova per testare costumi e toni
di un possibile film dedicato al personaggio è trapelato online con
grande successo il film ha avuto il via libera.Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.
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