domenica 18 giugno 2017

VI E' PIACIUTO DEADPOL? LEGGETE UN PO

È dal 2004 che Ryan Reynolds insegue questo personaggio. All'epoca era in discussione con la New Line che ne deteneva i diritti ma senza successo, poi da quando questi sono passati alla Fox ha ripreso ad interessarsene, finendo per interpretarlo (ma con poca soddisfazione di tutti) in X-Men: le origini - Wolverine. Quando però un video realizzato come prova per testare costumi e toni di un possibile film dedicato al personaggio è trapelato online con grande successo il film ha avuto il via libera.
Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.

mercoledì 14 giugno 2017

THOR



Nei fumetti di Thor la città dorata di Asgard, si trova in un punto imprecisato dello spazio e sembra costruita sopra un satellite, la via che collega Asgard alla terra è l'arco dell'arcobaleno, che anche anticamente gli antichi scandinavi, pensavano fosse la strada che collegava gli dei alla terra. Thor viene raffigurato come un ragazzone alto, biondo e ipermuscoloso, provvisto di mantello rosso ed elmo alato, sui lati. Ha una corazza nera senza maniche, i calzoni blu e gli stivali dorati. Ha la forza sovrumana di un dio, superiore persino a quella dell'incredibile Hulk ed è dotato di un martello magico chiamato Mjolnir.

Il martello di Thor è stato forgiato dai Troll ed è di una durezza non paragonabile a nessun materiale terrestre, è quindi indistruttibile. Thor se ne serve per viaggiare nello spazio e anche nel tempo, infatti per lui, basta farlo roteare per essere lanciato a velocità superiori a quelle della luce. Con il suo martello Thor può abbattere qualsiasi nemico, persino giganti e draghi, può far uscire da esso delle radiazioni esplosive e può comandare gli elementi atmosferici dei fulmini e dei tuoni, in qualità di dio del tuono. Il Martello non può essere sollevato da nessun uomo e una volta lanciato, ritorna sempre al suo padrone, ma anche lui ha un difetto: se il martello non ritorna nella mano di Thor prima di un minuto, il mitico Thor si trasforma nel mortale e vulnerabile professor Donald Blake. Le avventure di Thor iniziano infatti, quando il professore Donald Blake, un medico dalla salute cagionevole, trovandosi nell'Europa del nord per una vacanza, finisce in una grotta nella quale trova uno strano bastone. Battendolo tre volte sulla roccia, il bastone si trasforma nel martello di Mjolnir e Donald Bake viene trasformato nel mitico Thor. Thor pertanto è strettamente legato alla terra, che lui chiama Midgard e la difende da qualsiasi tipo di minaccia. Gran parte delle avventure di Thor si svolgono fra la terra e il regno di Asgard ed hanno quasi sempre uno sfondo fantasy-supereroistico. Oltre al padre Odino, il signore di Asgard, nelle avventure di Thor compaiono anche i suoi amici: il biondo Fandral, che combatte con una spada, Hogun che combatte con una mazza eil voluminoso e simpatico Volstagg, che combatte ...con la sua pancia. Inoltre c'è anche il nobile e valoroso Balder, che per il suo amico Thor farebbe qualsiasi cosa, ma che ama la strega Karnilla, nemica di Thor e pertanto è sempre posto di fronte a delle scelte. Ma il nemico numero uno di Thor, come da mitologia nordica è il fratellastro Loki, che non perde occasione per cercare di spodestare il grande Odino e distruggere Thor. Spesso Loki, per raggiungere il suo intento, ricorre all'aiuto dei giganti dei ghiacci, dei Trolls, degli Skrull, degli orchi e di altri esseri infernali. Spesso Thor si è anche dovuto scontrare con altri nemici potentissimi come Galactus, Infinito e Hela, la morte. Hela viene rappresentata come un'affascinante donna altissima, vestita con uno strano costume nero e verde, che per Thor rappresenta un nemico molto temibile. Fra gli altri nemici ricordiamo anche la bella Incantatrice e l'Esecutore, sempre pronti a tendere qualche tranello al figlio di Odino. Thor è innamorato della bellissimaLady Sif, tanto affascinante quanto brava nel destreggiare la spada, anche lei è una divinità di Asgard e spesso si fa accompagnare dalla poderosa guerriera Valchiria. Diversi anni dopo la sua uscita, Stan Lee e Jack Kirby hanno fatto rivelare a Thor che il ritrovamento del bastone-martello da parte di Donald Blake, in realtà era stato voluto da Odino, al fine di insegnare a suo figlio Thor l'umiltà, per potersi immedesimare meglio in un mortale indifeso. Nell'albo "Ascesa al trono" si ha una svolta, in quanto dopo la morte di Odino, Thor gli succede al trono e per lui i guai sembrano quasi raddoppiare in quanto diventa oggetto di continui attacchi da parte dei suoi nemici di sempre. Thor fa parte del gruppo supereroistico dei Vendicatori ed è anche grazie al loro aiuto (e viceversa) che è spesso uscito indenne da qualche super-pericolo. Fra i vari disegnatori che hanno illustrato le avventure di Thor ricordiamo oltre a Jack Kirby anche, il mitico John Buscema, Neal Adam, John Byrne, Simonson, Sal Buscema, e tanti altri ,mentre per gli sceneggiatori un grosso contributo è stato dato oltre che da Stan Lee anche da Gerry Conway, Roy Thomas, Steve Englehart e Dan Jurgens.



Il personaggio Thor ,i nomi, le immagini e i marchi registrati sono copyright © Marvel Comics e vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.

domenica 11 giugno 2017

WOLVERINE LIMMORTALE... GRANDE FILM


Dopo gli eventi di xmen
Se il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale. buzzoole code

domenica 4 giugno 2017

AVETE GIA' VISTO WONDER WOMAN AL CINEMA ?

Diana è l'unica figlia della regina delle Amazzoni, Ippolita. Cresciuta nell'isola paradisiaca offerta al suo popolo da Zeus, sogna di diventare una grande guerriera e si fa addestrare dalla più forte delle Amazzoni, la zia Antiope. Ma la forza di Diana, e il suo potere, superano di gran lunga quelli delle compagne. Il giorno in cui un aereo militare precipita nel loro mare e la giovane, ormai adulta, salva dall'annegamento il maggiore Steve Trevor, nulla e nessuno riuscirà ad impedirle di partire con lui per il fronte, dov'è determinata a sconfiggere Ares e a porre così fine per sempre alla guerra.
Il film diretto da Patty Jenkins trasporta l'azione - che nel fumetto e nelle prima stagione televisiva era ambientata in piena Seconda Guerra Mondiale - verso la fine della Grande Guerra, quella di trincea, dove il combattimento è opportunamente corpo a corpo, ma non fa grande differenza, perché il piano del generale Ludendorff e della Dottoressa Maru, la strega delle bombe chimiche, è già un piano nazista, un progetto di sterminio su larga scala. In questo contesto, Wonder Woman è però ancora di là da venire, non se ne pronuncia il nome e ci si guarda bene dall'associarla alla bandiera a stelle e strisce (l'America resta sconosciuta, "cara" soltanto in quanto patria di Steve), sembra di stare piuttosto dentro Allied, con i due amanti sotto copertura, tra gala ad alto rischio e paesi di campagna ridotti in macerie.