Antico Egitto. En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio,
sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di
un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo
così l'immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una
piramide.
Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per
aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a
rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l'anonimato, un gruppo di
fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai
intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.
Riuscire a rendere nuovamente interessanti e coinvolgenti le vicende dei
mutanti Marvel senza tradire le aspettative di un film che sia - perché
così deve essere per la "Casa delle Idee", si tratti di Disney o di Fox
- più grande, grosso e appagante del precedente. Un compito non
semplice per Bryan Singer, che per X-Men: Apocalisse si assume
più di un rischio. Come mettere in scena un mutante più potente di tutti
gli altri e ricontestualizzare i personaggi noti della saga,
schierandoli con o contro di lui, fino a pizzicare il mondo sepolto
dell'Antico Egitto, cercando di evitare le trappole da peplum digitale
stile Gods of Egypt.
Una quantità di cose difficile da contenere in un solo film,
spropositatamente dilatato, con una parte conclusiva interamente
dedicata al drammatico scontro tra i mutanti, con il destino del mondo
come posta in palio. Paradossalmente, è proprio questa battaglia epica
attorno a cui tutto dovrebbe ruotare a funzionare meno: troppe le
aspettative, troppe le forze centrifughe, fino a rendere impossibile
anche per uno stratega degli intrecci come Singer mantenere una coesione
generale. La minaccia di Apocalisse, un mutante immortale e più potente
di tutti gli altri, non fa mai davvero paura, o ne fa assai meno del
Magneto di X-Men 2 o di X-Men - Giorni di un futuro passato,
e l'eccellenza tecnologica non si traduce automaticamente in
coinvolgimento su più livelli narrativi. Alcuni mutanti restano
bidimensionali, mentre la loro dimensione umana è già stata
abbondantemente sviscerata, a cominciare da quella di Magneto e della
sua odissea infinita, dal lager di Auschwitz in avanti.
Dove X-Men: Apocalisse invece convince è nel tentativo di
trovare un gancio con la realtà o con altri media, senza abbandonarsi
totalmente al delirio di esplosioni e scomposizioni della materia da
über-disaster-movie digitalizzato. Ad esempio, la scelta di
Raven/Mystique come oggetto di fandom, idolo invisibile e inarrivabile
per masse di teenager mutati e disagiati, è un richiamo diretto al fatto
che Jennifer Lawrence sia uno dei pochi volti realmente iconici per le
nuove generazioni (e ogni riferimento a Hunger Games
è tutt'altro che casuale); e questo elemento, anziché allontanare lo
spettatore dall'universo narrativo, finisce per coinvolgerlo
maggiormente nel plot. D'altronde, esaurito l'effetto prequel e
rimandata a data da destinarsi la riscrittura di un finale che non ha
convinto nessuno (X-Men - Conflitto finale),
il futuro della saga vive nel suo riavvicinamento con il suo pubblico e
con la dimensione adolescenziale (una delle scene più riuscite è quella
in cui un timido Scott/Cyclops conosce una giovane Jean). Il futuro è
(ancora) nel sociale: vince la connessione (mentale) migliore, perde chi
rimane solo.
Più X-men guarda al suo lato di romance e teen movie,
sganciandosi dal puro disaster, e più chance avrà di sopravvivere alla
malattia da gigantismo che rischia di far collassare il dominio, fin qui
incontrastato, dei blockbuster di supereroi.
domenica 26 novembre 2017
domenica 12 novembre 2017
NON SONO DEI SUPEREROI MA LI ABBIAMO ASPETTATI TANTISSIMO !! FINALMENTE AL CINEMA
La loro rivalità, in occasione
del confronto a Wimbledon, è alimentata ad arte dal circo mediatico: il
dio scandinavo e il ribelle di origine irlandese, il martello pneumatico
dall'ipnotica oscillazione sulla linea di fondo e il coltello a
serramanico dalla lama affilata da sfoderare all'improvviso, come un
gangster in uno speakeasy.
Il pubblico sta dalla parte del
compassato Borg ma ama anche detestare il collerico McEnroe. E in vista
dell'incontro i due campioni si studiano a vicenda, riconoscendo
nell'altro la propria stessa voglia di vincere.
Il regista danese Janus Metz Pedersen mette in scena uno dei match più importanti del secolo scorso e ne sottolinea le valenze metaforiche con l'aiuto di una sceneggiatura, firmata dal regista-autore svedese Ronnie Sandhal, estremamente accessibile anche a chi non conosce la storia di quell'evento. La finale di Wimbledon '80 è rappresentata come una partita in cui il match point, se vincesse McEnroe, sarebbe in realtà uno scacco al re, e Metz Pedersen e Sandhal mostrano il percorso obbligato dei due contendenti che, per indole o per pressioni esterne, sono entrambi condannati all'eccellenza. E al contempo fotografano efficacemente la trasformazione epocale del tennis da sport di gentiluomini a spettacolo di rockstar.
Il regista danese Janus Metz Pedersen mette in scena uno dei match più importanti del secolo scorso e ne sottolinea le valenze metaforiche con l'aiuto di una sceneggiatura, firmata dal regista-autore svedese Ronnie Sandhal, estremamente accessibile anche a chi non conosce la storia di quell'evento. La finale di Wimbledon '80 è rappresentata come una partita in cui il match point, se vincesse McEnroe, sarebbe in realtà uno scacco al re, e Metz Pedersen e Sandhal mostrano il percorso obbligato dei due contendenti che, per indole o per pressioni esterne, sono entrambi condannati all'eccellenza. E al contempo fotografano efficacemente la trasformazione epocale del tennis da sport di gentiluomini a spettacolo di rockstar.
domenica 29 ottobre 2017
5 ragioni per amare la serie animata degli X-Men dopo 25 anni
Molti anni prima del debutto del Marvel Cinematic Universe, furono in molti coloro che si avvicinarono ai comics della casa delle Meraviglie proprio grazie a questa serie animata. In effetti, X-Men fornì il primo laboratorio per inserire una varietà molto ampia di personaggiprovenienti anche da titoli differenti.Furono prodotti veri e propri crossover con la serie animata di Spider-Manin onda all’epoca (compreso un breve adattamento del ciclo delle Secret Wars, a cui partecipò però solo Tempesta) e in altri adattamenti fumettistici si intravedono – anche se solo di sfuggita – Thor, Iron Man, Doctor Strange e Pantera Nera (quest’ultimo solo di spalle). In un episodio dedicato ai ricordi di Wolverine durante la seconda guerra mondiale, per esempio il mutante con gli artigli sviluppa una vera e propria avventura con Capitan America.Ma l’effetto con i fumetti fu reciproco: non solo infatti la serie animata si rinvigorì delle storyline prese dalle opere grafiche ma viceversa riuscì a ridare smalto alle avventure dei mutanti su carta. Furono realizzate anche delle serie appositamente tratte dal cartone animato e le vendite furono proprio supportate dal successo televisivo.Nel 1992 le tecniche di animazione non erano certo avanzate come quelle di oggi. E in X-Men tutto ciò si vedeva in modo evidente: i primi due episodi furono trasmessi con gravi errori di animazione, tanto che la Fox li fece rigirare. In seguito la scelta di mandare in onda le puntate appena fossero pronte invece di rispettare l’ordine cronologico mise in crisi la continuità narrativa (vedi per esempio il ritorno di Jean Grey, fatta tornare prima che se ne andasse sul serio).
Eppure tutti questi difetti, compresi i movimenti spesso ingessati dei personaggi e le loro goffe muscolature, rendevano ancora più ammirabile una serie che, sfidando mezzi tecnici relativamente limitati, si impegnava per essere rilevante e contemporanea. Un discorso a parte per i costumi, divenuti in qualche modo iconici ma a ben vedere piuttosto discutibili: quando Bryan Singer iniziò i lavori per il primo film live-action del 2000, fece preparare dei costumi ispirati proprio alla serie animata ma il risultato dal vivo fu così pessimo da optare per più semplice tute di latex nero.
Eppure tutti questi difetti, compresi i movimenti spesso ingessati dei personaggi e le loro goffe muscolature, rendevano ancora più ammirabile una serie che, sfidando mezzi tecnici relativamente limitati, si impegnava per essere rilevante e contemporanea. Un discorso a parte per i costumi, divenuti in qualche modo iconici ma a ben vedere piuttosto discutibili: quando Bryan Singer iniziò i lavori per il primo film live-action del 2000, fece preparare dei costumi ispirati proprio alla serie animata ma il risultato dal vivo fu così pessimo da optare per più semplice tute di latex nero.
domenica 15 ottobre 2017
La top 5 secondo noi
Con l’uscita nelle sale italiane questa settimana di Wolverine – L’immortale i Marvel Studiosriprovano
a creare un precedente di successo per lo spin-off al cinema, ovvero
poter prendere personaggi celebri da un lungometraggio o da una saga e
dedicargli un film a parte. La cosa, va da sé, potrebbe creare un nuovo
filone di possibili incassi. Ci avevano provato già con X-Men Le origini – Wolverine e non era andata benissimo, ma Hugh Jackman è
tignoso e con una determinazione e una comprensione del personaggio che
sono obiettivamente impressionanti ci riprova. Purtroppo, di nuovo,
l’interpretazione dell’australiano è la cosa migliore del film.2. SupermanMa la vera era dei supereroi al cinema inizia di nuovo con Superman nel 1978, quello interpretato da Christopher Reeve. Il grandissimo successo economico di quella serie innescò una lentissima ruota in grado di portare sempre di più gli studios a capire che il fumetto aveva maturato già sul finire degli anni ‘70 e ancora di più negli ‘80, un pubblico così grande da poter affollare le sale se adeguatamente stimolato e attirato da star di livello. Per quello fu chiamato e pagato a peso d’oro l’attore degli attori: Marlon Brando.3. Batman
Dopo l’ascesa e il crollo di Superman con i suoi 4 film, tocca a Batman. L’esordio della serie con la regia di Tim Burton segna un precedente destinato a cambiare il genere. Si tratta della prima volta che un film del genere viene affidato ad un regista intellettuale, uno che si era messo in luce con opere particolari e fuori dai canoni, noto per una visione personalissima e che, era chiaro da subito, non si sarebbe messo al servizio del personaggio ma l’avrebbe adattato al suo stile.4. Il corvo
Dopo Batman e il suo seguito dal successo ancora maggiore cominciò un’era (gli anni ‘90) in cui moltissimi altri supereroi minori, meno noti e più oscuri furono portati al cinema in film dal successo marginale e dai valori produttivi più semplici e sbrigativi (questo non impedì tuttavia la l’arrivo di chicche come il Darkman di Sam Raimi). Tra tutti questi quello che per motivi filmici e extrafilmici attirò su di sé l’attenzione maggiore fu Il corvo di Proyas con il da poco defunto Brandon Lee.5. Spider-Man
E’ stata invece la Marvel a cambiare di nuovo lo scenario con il primo film di questa seconda e più decisiva ondata di supereroi al cinema. Un grandissimo blockbuster sul personaggio di punta della casa, una delle migliori trasposizioni, tra le più innamorate e le più inventive del genere, capace con il suo successo di lanciare il genere nella moderna generazione di film, quelli nei quali nulla è impossibile e il fantastico può essere reso con un nuovo livello di verosimiglianza e poi anche di serietà. A seguire arrivarono X-Men, Hulk e i deteriori Daredevil e Ghost, tutti grazie al successo e alle ottime promesse di quello Spider-man
diretto da quel gigante di Sam Raimi.
domenica 1 ottobre 2017
Supereroi al cinema: tutti i titoli e tutte le date di uscita fino al 2020
Diciamocelo: dall'anno prossimo tenere il passo con i supereroi in
uscita al cinema sarà arduo, considerando i film di Marvel, Fox, Sony e
Warner Bros che si daranno battaglia nelle sale cinematografiche
mondiali.
Così il sito Newsarama ha pensato bene
di fare un po' d'ordine, riportando l'elenco cronologico per uscita di
tutti, ma proprio tutti, i film confermati ufficialmente fino al 2020.
Così che possiate cominciare a segnarveli su tutti i calendari futuri e
non perdere nessuno degli eroi in arrivo prossimamente.
Vi siete persi nel mare dei supereroi in arrivo al cinema? Non preoccupatevi, c'è chi ha pensato di rendere la vita più facile agli spettatori, creando un elenco di tutti i prossimi film in uscita. Anche se in alcuni casi, chi arriverà è ancora un mistero...
domenica 17 settembre 2017
Quasi un super eroe
Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar
Per liberare Will dalla sua maledizione, il figlio Henry ha una sola
possibilità: recuperare il Tridente di Poseidone. Per farlo ha bisogno
del pirata Jack Sparrow e di Carina Smyth, una astronoma orfana,
accusata di stregoneria. Ma per arrivare al Tridente dovranno trovare il
modo di sfuggire al terribile capitano Salazar, detto El Matador del
Mar, ridotto a un morto vivente in cerca di vendetta.C'era una volta un videogame di nome "The Secret of Monkey Island": un'avventura intrisa di humour e di enigmi da risolvere, ambientata tra pirati strampalati e poco credibili, in cui si sono identificati i nerd di tutto il mondo. È anche a questo videogioco che si devono l'esistenza e il successo planetario di I pirati dei caraibi, saga costruita su un trio di star - Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley - e divenuta poi appannaggio di un unico mattatore, il pirata ubriacone e sciupafemmine Jack Sparrow.
Depp costruì sulle fattezze e le movenze di Keith Richards il
personaggio principale della saga, divenuto anche l'unica ragione di
esistenza della stessa, all'alba del quinto episodio. Will e Elizabeth,
ossia Bloom e Knightley, si sono ormai fatti da parte e, ne La vendetta di Salazar, regalano solo un fugace cameo.
Il proscenio è interamente di Sparrow e del suo nuovo arcinemico
Salazar, terrore dei pirati passato a miglior (non-)vita nel Triangolo
del Diavolo. Protagonista è una maledizione, anzi più di una, e una
coppia di giovani, sempre più romanticamente attratti l'uno dall'altra.
In sostanza il soggetto è il medesimo del capostipite della saga (con
aggiunta di un sottotema di paternità misteriosa), di cui La vendetta di
Salazar costituisce una sorta di remake. Il compito di unire
generazioni differenti di attori e mescolare tempi comici ed esigenze
action tocca alla presenza immutabile di Johnny Depp aka Jack Sparrow.
Talmente immutabile e impervio all'invecchiamento, da ricorrere in
maniera massiccia alla computer graphics quando il make-up non è più
sufficiente. Durante un flashback sul giovane Sparrow, dove un tempo si
sarebbe ricorsi a degli escamotage o a un altro attore, il volto del
giovane Depp viene ricostruito al computer, in una mimesi inquietante.Forse la più lunga sequenza di ricostruzione digitale del volto di un attore vista sin qui, secondo un'abitudine invalsa sempre più nell'uso dopo gli esempi (anche postumi) di Fast and Furious 7 e Star Wars: Rogue One. In questo abuso di CGI vive forse una metafora di ciò che oggi rappresenta il rapporto tra blockbuster e pubblico: finché quest'ultimo sembra accontentarsi delle medesime storie, anzi richiederle con feticistico culto della singola sequenza, ecco che queste vengono riproposte sotto forma di remake. Ma se prima erano le storie ad essere clonate ora lo sono anche i volti, artificialmente preservati. Il ragionamento dal punto di vista del business è chiaro - risparmiando con il "riuso" e investendo su qualcosa di certo, minimizzando il rischio - ma sta a noi (forse) opporsi e pretendere di più. Al netto di rami di sceneggiatura atrofizzati o scarsamente sviluppati e di alcuni dubbi morali (quando l'atteggiamento lubrico di Sparrow verso ragazze sempre più giovani comincerà ad apparire sconveniente?), infatti, La vendetta di Salazar funziona, complice un valido villain (Javier Bardem) sorretto da notevoli effetti speciali. Ma la sensazione di essere considerati alla stregua di automi poco esigenti è difficile da allontanare e aleggia fino all'immancabile (e immancabilmente superfluo) controfinale dopo i titoli di coda. Cameo di Paul McCartney nei panni dello zio pirata di Jack Sparrow
lunedì 28 agosto 2017
Vedova Nera
E' stata in tre film dei Marvel Studios, con un ruolo importante questo anno nel film Captain America: Soldato d’Inverno, dove la Vedova Nera ha mostrato se stessa più che mai. Aiuta il fatto che Scarlett Johansson sia sulla cresta dell’onda in questo momento e che sia diventata ormai il volto di questa eroina femminile, riconosciuta dal pubblico. Durante le riprese di The Avengers: Age of Ultron, la Universal ha rilasciato Lucy, che la vede protagonista. Ha vinto il weekend di apertura, battendo The Rock e il suo Hercules. Darle la responsabilità di un film da solista come Vedova Nera, non sarebbe poi un’idea tanto sbagliata.
martedì 8 agosto 2017
X-Men: Apocalisse
Antico Egitto. En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio,
sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di
un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo
così l'immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una
piramide.
Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per
aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a
rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l'anonimato, un gruppo di
fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai
intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.Riuscire a rendere nuovamente interessanti e coinvolgenti le vicende dei mutanti Marvel senza tradire le aspettative di un film che sia - perché così deve essere per la "Casa delle Idee", si tratti di Disney o di Fox - più grande, grosso e appagante del precedente. Un compito non semplice per Bryan Singer, che per X-Men: Apocalisse si assume più di un rischio. Come mettere in scena un mutante più potente di tutti gli altri e ricontestualizzare i personaggi noti della saga, schierandoli con o contro di lui, fino a pizzicare il mondo sepolto dell'Antico Egitto, cercando di evitare le trappole da peplum digitale stile Gods of Egypt. Una quantità di cose difficile da contenere in un solo film, spropositatamente dilatato, con una parte conclusiva interamente dedicata al drammatico scontro tra i mutanti, con il destino del mondo come posta in palio. Paradossalmente, è proprio questa battaglia epica attorno a cui tutto dovrebbe ruotare a funzionare meno: troppe le aspettative, troppe le forze centrifughe, fino a rendere impossibile anche per uno stratega degli intrecci come Singer mantenere una coesione generale. La minaccia di Apocalisse, un mutante immortale e più potente di tutti gli altri, non fa mai davvero paura, o ne fa assai meno del Magneto di X-Men 2 o di X-Men - Giorni di un futuro passato, e l'eccellenza tecnologica non si traduce automaticamente in coinvolgimento su più livelli narrativi. Alcuni mutanti restano bidimensionali, mentre la loro dimensione umana è già stata abbondantemente sviscerata, a cominciare da quella di Magneto e della sua odissea infinita, dal lager di Auschwitz in avanti.
Dove X-Men: Apocalisse invece convince è nel tentativo di trovare un gancio con la realtà o con altri media, senza abbandonarsi totalmente al delirio di esplosioni e scomposizioni della materia da über-disaster-movie digitalizzato. Ad esempio, la scelta di Raven/Mystique come oggetto di fandom, idolo invisibile e inarrivabile per masse di teenager mutati e disagiati, è un richiamo diretto al fatto che Jennifer Lawrence sia uno dei pochi volti realmente iconici per le nuove generazioni (e ogni riferimento a Hunger Games è tutt'altro che casuale); e questo elemento, anziché allontanare lo spettatore dall'universo narrativo, finisce per coinvolgerlo maggiormente nel plot. D'altronde, esaurito l'effetto prequel e rimandata a data da destinarsi la riscrittura di un finale che non ha convinto nessuno (X-Men - Conflitto finale), il futuro della saga vive nel suo riavvicinamento con il suo pubblico e con la dimensione adolescenziale (una delle scene più riuscite è quella in cui un timido Scott/Cyclops conosce una giovane Jean). Il futuro è (ancora) nel sociale: vince la connessione (mentale) migliore, perde chi rimane solo.
Più X-men guarda al suo lato di romance e teen movie, sganciandosi dal puro disaster, e più chance avrà di sopravvivere alla malattia da gigantismo che rischia di far collassare il dominio, fin qui incontrastato, dei blockbuster di supereroi.
domenica 16 luglio 2017
E' ARRIVATO !!! SPIDER-MAN HOMECOMING
Peter Parker non riesce a scrollarsi di dosso quanto sia stata incredibile la sua esperienza con gli Avengers in Captain America: Civil War,
l'aver conosciuto Tony Stark e avere mantenuto con lui un rapporto
speciale, tanto da avere un contatto diretto attraverso il suo
assistente Happy Hogan e da aver ricevuto in dono un super-costume.
Peter è così innamorato dell'idea di diventare un Avenger da lasciar
scivolare in secondo piano anche la ragazza che gli fa battere il cuore,
la bella Liz, per andare dietro ai criminali e mostrarsi pronto per la
posizione in squadra. Le cose però non vanno come previsto, perché il
suo avversario, l'Avvoltoio, una squadra ce l'ha e opera in modo
organizzato e all'occorrenza spietato, motivato dalla rabbia per un
grande e onesto affare che proprio gli Avengers gli hanno "sottratto".
L'entusiasmo di Peter Parker per il suo ruolo da Spider-Man è contagioso
grazie sia al trasporto di Tom Holland, sia al contrasto tra la sua
vita in costume e la routine scolastica, ma la smania di crescere porta
spesso a commettere degli errori.
Una morale semplice, che ha però il pregio di riportare con i piedi per
terra il Marvel Cinematic Universe dove tra dèi, re, androidi e
avventurieri dello spazio si scivola di film in film nel più puro
escapismo.
Jon Watts regista e sceneggiatore (insieme ad altri sei scrittori accreditati), guarda dichiaratamente alle commedie liceali anni 80 di John Hughes, e l'Homecoming è infatti una festa americana che, nella sua declinazione scolastica, celebra il ritorno, per esempio, da una trasferta sportiva. In questo caso si tratta di un decathlon culturale cui partecipa una squadra della scuola di Peter, che dal Queens viaggia fino a Washington. Al calendario scolastico, con feste, lezioni e gite, si alternano e a volte si sovrappongono le sue avventure da Spider-Man, che prendono una piega pericolosa quando il giovane eroe si imbatte in alcuni ladri dotati di tecnologia aliena. Cercando di risalire alla fonte e fermare il problema finisce dritto tra gli artigli dell'Avvoltoio, interpretato da Michael Keaton. Un cattivo tra i più riusciti visti finora nei film Marvel, anche se non arriva alla grandezza del Dr. Octopus di Spider-Man 2, perché la trama deve coprire troppe situazioni e scene d'azione e non gli dà modo di essere approfondito a dovere. Ciò nonostante è facile simpatizzare con le ragioni per cui si è dato al crimine e lo stesso vale per i suoi aiutanti, solo abbozzati nella personalità ma che si sono trovati ingiustamente disoccupati da un giorno all'altro.
Jon Watts regista e sceneggiatore (insieme ad altri sei scrittori accreditati), guarda dichiaratamente alle commedie liceali anni 80 di John Hughes, e l'Homecoming è infatti una festa americana che, nella sua declinazione scolastica, celebra il ritorno, per esempio, da una trasferta sportiva. In questo caso si tratta di un decathlon culturale cui partecipa una squadra della scuola di Peter, che dal Queens viaggia fino a Washington. Al calendario scolastico, con feste, lezioni e gite, si alternano e a volte si sovrappongono le sue avventure da Spider-Man, che prendono una piega pericolosa quando il giovane eroe si imbatte in alcuni ladri dotati di tecnologia aliena. Cercando di risalire alla fonte e fermare il problema finisce dritto tra gli artigli dell'Avvoltoio, interpretato da Michael Keaton. Un cattivo tra i più riusciti visti finora nei film Marvel, anche se non arriva alla grandezza del Dr. Octopus di Spider-Man 2, perché la trama deve coprire troppe situazioni e scene d'azione e non gli dà modo di essere approfondito a dovere. Ciò nonostante è facile simpatizzare con le ragioni per cui si è dato al crimine e lo stesso vale per i suoi aiutanti, solo abbozzati nella personalità ma che si sono trovati ingiustamente disoccupati da un giorno all'altro.
domenica 2 luglio 2017
FINALMENTE !!! anche se proprio non rientrano nei super eroi li stavamo aspettando !!
Transformers - L'ultimo cavaliere
I Transfomers, robot alieni dal pianeta Cybertron, vivono tra noi ormai da anni, ma si nascondono dalle forze speciali del governo Usa. Quando un gruppo di ragazzini entra nell'area proibita di Chicago, dove ci fu una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade Yaeger interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo un antico talismano, che gli si attacca addosso. Yaeger e la giovanissima Izabella sfuggono all'arresto e si rifugiano in una grande discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni dei suoi più pericolosi Decepticon. Questi danno la caccia a Yaeger, che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di un Lord inglese che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di storia e letteratura Vivian Wembley, la cui dinastia è legata al mistero. Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra sono semplicemente apocalittici.
I Transfomers, robot alieni dal pianeta Cybertron, vivono tra noi ormai da anni, ma si nascondono dalle forze speciali del governo Usa. Quando un gruppo di ragazzini entra nell'area proibita di Chicago, dove ci fu una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade Yaeger interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo un antico talismano, che gli si attacca addosso. Yaeger e la giovanissima Izabella sfuggono all'arresto e si rifugiano in una grande discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni dei suoi più pericolosi Decepticon. Questi danno la caccia a Yaeger, che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di un Lord inglese che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di storia e letteratura Vivian Wembley, la cui dinastia è legata al mistero. Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra sono semplicemente apocalittici.
domenica 18 giugno 2017
VI E' PIACIUTO DEADPOL? LEGGETE UN PO
È dal 2004 che Ryan Reynolds insegue questo personaggio. All'epoca era in discussione con la New Line che ne deteneva i diritti ma senza successo, poi da quando questi sono passati alla Fox ha ripreso ad interessarsene, finendo per interpretarlo (ma con poca soddisfazione di tutti) in X-Men: le origini - Wolverine. Quando però un video realizzato come prova per testare costumi e toni di un possibile film dedicato al personaggio è trapelato online con grande successo il film ha avuto il via libera.
Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.
Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.
mercoledì 14 giugno 2017
THOR
Il personaggio Thor ,i nomi, le immagini e i marchi registrati sono copyright © Marvel Comics e vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.
domenica 11 giugno 2017
WOLVERINE LIMMORTALE... GRANDE FILM
Dopo gli eventi di xmen Se il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale.
domenica 4 giugno 2017
AVETE GIA' VISTO WONDER WOMAN AL CINEMA ?
Diana è l'unica figlia della regina delle Amazzoni, Ippolita. Cresciuta
nell'isola paradisiaca offerta al suo popolo da Zeus, sogna di diventare
una grande guerriera e si fa addestrare dalla più forte delle Amazzoni,
la zia Antiope. Ma la forza di Diana, e il suo potere, superano di gran
lunga quelli delle compagne. Il giorno in cui un aereo militare
precipita nel loro mare e la giovane, ormai adulta, salva
dall'annegamento il maggiore Steve Trevor, nulla e nessuno riuscirà ad
impedirle di partire con lui per il fronte, dov'è determinata a
sconfiggere Ares e a porre così fine per sempre alla guerra. Il film diretto da Patty Jenkins trasporta l'azione - che nel fumetto e nelle prima stagione televisiva era ambientata in piena Seconda Guerra Mondiale - verso la fine della Grande Guerra, quella di trincea, dove il combattimento è opportunamente corpo a corpo, ma non fa grande differenza, perché il piano del generale Ludendorff e della Dottoressa Maru, la strega delle bombe chimiche, è già un piano nazista, un progetto di sterminio su larga scala. In questo contesto, Wonder Woman è però ancora di là da venire, non se ne pronuncia il nome e ci si guarda bene dall'associarla alla bandiera a stelle e strisce (l'America resta sconosciuta, "cara" soltanto in quanto patria di Steve), sembra di stare piuttosto dentro Allied, con i due amanti sotto copertura, tra gala ad alto rischio e paesi di campagna ridotti in macerie.
domenica 28 maggio 2017
10 curiosità su spiderman!!
Mentre i fan dell'Uomo Ragno aspettano di vedere The Amazing Spider-Man oggi vi proponiamo un post sullo Spider-Man del 2002 diretto da Sam Raimi, uscito in Italia il 6 Giugno 2002 portando una ventata di pop-cinema nelle sale.
1. I ruolo di Goblin fu offerto a Nicolas Cage, John Malkovich e Robert De Niro ma alla fine prevalse Willem Dafoe.
2. Goblin è stato scelto come cattivo del film perché Sam Raimi ha sentito che il tema padre-figlio (Norman e Harry Osborn e Peter Parker) avrebbe reso il film più profondo.
3. Leonardo DiCaprio è stato considerato per il ruolo di Peter Parker/Spider-Man.
4. Per il ruolo di Mary-Jane furono provinate Alicia Witt, Mena Suvari, Eliza Dushku e Elisha Cuthbert.
5. Gli scrittori Alvin Sargent & Scott Rosenberg hanno contribuito all'ultima riscrittura del copione.
6. Tobey Maguiresi è allenato per un breve periodo prima del provino. Dopo aver ottenuto il ruolo si è tenuto in forma con esercizi regolari con pesi e arti marziali sei volte alla settimana. Mangiava poi un pasto ricco di proteine da quattro a sei volte al giorno.
7. La controfigura di Tobey Maguire si chiama Zach Hudson: si è rotto una gamba durante la riprese.
8. Sono stati creati diversi costumi per il personaggio di Spider-Man e sono costati 100.000 dollari ciascuno. Quattro sono stati rubati dal set nell'aprile del 2001 e la Columbia ha proposto un premio di $ 25.000 per riaverli. I costumi non sono mai stati restituiti.
9. I costumisti hanno dovuto fare un buco nel costume di Tobey per consentirgli di fare pipì senza doverlo togliere ogni volta.
10. Alcuni dei ragni utilizzati nel film sono stati importati dalla Nuova Zelanda.
domenica 14 maggio 2017
ACCULTURIAMOCI CON BATMAN
Bruce Wayne, giovane rampollo di un illuminato filantropo di Gotham
City, vede i suoi genitori assassinati da un rapinatore. Incapace di
liberarsi del senso di colpa, inizia un vagabondaggio che lo porta fin
sulle vette dell'Himalaia, dove Ra's Al Ghul e il suo fido Ducard lo
iniziano alla via del loro culto ninja. Wayne è deciso a servire la
giustizia e tornato a Gotham, trova in Falcone, potente trafficante di
droga, e in Crane, altrettanto corrotto psichiatra, i due più acerrimi
nemici, dietro ai quali però pare celarsi qualcuno di ancor più potente.
L'unico modo per combatterli è diventare un simbolo, che dia forza e
speranza alla gente.
Per chi non l'avesse capito, questo simbolo si chiamerà Batman, l'uomo-pipistrello, terrore dei criminali nella metropoli della corruzione.
L'ambiguità psicologica di Wayne/Batman diventa finalmente il fulcro di un film a lui/loro dedicato: non poteva essere messo in mani migliori, visto che Nolan, nella sua pur breve carriera, ha dimostrato di avere una somma predilezione per i meandri più fangosi della mente umana.
Questo quinto capitolo della moderna traduzione in pellicola di uno tra gli eroi a fumetti più amati di sempre è di ottima fattura, ed è quasi tutto merito dello stesso regista: Nolan immerge la trama in un'atmosfera cupa ma non barocca; elude abilmente gli stereotipi pacchiani (in agguato ad ogni angolo nei film tratti da fumetti); tiene la tensione grazie a personaggi ben costruiti e non a colpi bassi da seconda lezione del corso di sceneggiatura. A onor del vero la prima parte è un po' farraginosa, ma il film lentamente carbura, fino a chiudere in grande stile con un colpo maestro che lo ricongiunge al primo capitolo diretto da tim burton Un plauso a Nolan, dunque, soprattutto per aver ridato slancio e dignità ad una serie che
Un'ultima menzione per Bale, ottimo in un cast stellare ma sottotono: finalmente un volto credibile per il Cavaliere Oscuro.
aveva ostinatamente tentato di macellare.
Per chi non l'avesse capito, questo simbolo si chiamerà Batman, l'uomo-pipistrello, terrore dei criminali nella metropoli della corruzione.
L'ambiguità psicologica di Wayne/Batman diventa finalmente il fulcro di un film a lui/loro dedicato: non poteva essere messo in mani migliori, visto che Nolan, nella sua pur breve carriera, ha dimostrato di avere una somma predilezione per i meandri più fangosi della mente umana.
Questo quinto capitolo della moderna traduzione in pellicola di uno tra gli eroi a fumetti più amati di sempre è di ottima fattura, ed è quasi tutto merito dello stesso regista: Nolan immerge la trama in un'atmosfera cupa ma non barocca; elude abilmente gli stereotipi pacchiani (in agguato ad ogni angolo nei film tratti da fumetti); tiene la tensione grazie a personaggi ben costruiti e non a colpi bassi da seconda lezione del corso di sceneggiatura. A onor del vero la prima parte è un po' farraginosa, ma il film lentamente carbura, fino a chiudere in grande stile con un colpo maestro che lo ricongiunge al primo capitolo diretto da tim burton Un plauso a Nolan, dunque, soprattutto per aver ridato slancio e dignità ad una serie che
Un'ultima menzione per Bale, ottimo in un cast stellare ma sottotono: finalmente un volto credibile per il Cavaliere Oscuro.
aveva ostinatamente tentato di macellare.
domenica 7 maggio 2017
LOGAN - THE WOLVERINE
Forse era una scelta inevitabile, ma di certo James Mangold l'ha affrontata con il coraggio e l'ambizione che il titolo meritava. Logan, a partire dal titolo che non presenta né la lettera X né la parola Wolverine, è un film di supereroi che fa di tutto per non essere un film di supereroi.
El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant'anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.
El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant'anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.
domenica 2 aprile 2017
Deadpol
È dal 2004 che Ryan Reynolds insegue questo personaggio. All'epoca era in discussione con la New Line che ne deteneva i diritti ma senza successo, poi da quando questi sono passati alla Fox ha ripreso ad interessarsene, finendo per interpretarlo (ma con poca soddisfazione di tutti) in X-Men: le origini - Wolverine. Quando però un video realizzato come prova per testare costumi e toni di un possibile film dedicato al personaggio è trapelato online con grande successo il film ha avuto il via libera.
Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.
Il film non avrà niente a che vedere con la "vecchia" linea narrativa X-Men, non terrà conto di quanto visto in X-Men: le origini - Wolverine ma ricomincerà tutto da capo (come del resto hanno fatto gli X-Men recentemente). Ovviamente tutta la storia e la sceneggiatura sarà giocata su quel doppio binario di durezza e comicità preso direttamente dal personaggio, diventato matto in seguito ad un esperimento andato male e caratterizzato dall'essere fuori dal mondo. Wade Wilson era in cerca di un modo per fermare il cancro che lo stava uccidendo e così ha aderito al programma Arma X, lo stesso che ha trasformato Wolverine. Un incidente durante il processo però gli ha consegnato, assieme ad abilità inumane, anche la pazzia e l'umorismo demenziale che ne consegue. Deadpool vive come mercenario e si muove sul crinale tra positività e negatività.
La 20th Century Fox ha in mente, nel caso in cui andasse bene il film, di far incrociare Deadpool con gli X-Men il più spesso possibile (e con lo spin-off dedicato a Gambit), intanto però questa prima pellicola a lui dedicata è trattata come un esperimento a budget basso (del resto il divieto ai minori di 17 ne restringe gli incassi) e grande libertà. A scriverlo ci sono Paul Wernick e Rhett Reese, gli autori di Benvenuti a Zombieland mentre a dirigere l'esordiente (nel lungometraggio) Tim Miller. Le prime immagini e il primo trailer sembrano mantenere tutte le promesse che erano state fatte, consegnano sia quel che conosciamo del cinema di supereroi (origini, combattimenti, esaltazione del superomismo), sia un'ironia molto diversa dal solito sposata con il cruento e marcio della violenza.
Si tratta di una commistione impossibile nel mondo dei film più grandi che invece qui è possibile proprio grazie alla natura "piccola" di Deadpool. Questa infatti è, a detta di molti dei realizzatori, il possibile segreto del film, nel senso che consente agli autori di muoversi con molta più agilità e di fare cose che sarebbero impossibili in un film dal budget più alto.
Dopo il flop di Lanterna verde quindi Ryan Reynolds torna ad intepretare un supereroe e la cosa non manca di fare capolino già nei trailer di Deadpool in cui Wlison chiede di non avere un costume verde e animato. Nel film ci sono anche Ed Skrein nel ruolo del villan Ajax e Gina Carano l'artista marziale che Steven Soderbergh
ha portato al cinema e che lentamente si sta facendo un nome nell'azione.
domenica 26 marzo 2017
Parentesi su Flash Gordon
Flash Gordon, l’eroe creato dal genio di Alex Raymond, compie 80 anni. Per l’occasione l’Editoriale Cosmo ha raccolto tutte le sue storie migliori (quelle dal 1934 al 1937) in tre ricchi volumi che riproducono fedelmente i colori delle tavole originali.
Flash viene creato dal disegnatore Alex Raymond nl 1934 in risposta al successo delle storie di Buck Rogers, il primo esploratore dello spazio della cultura pop creato nel 1928 da Philip Francis Nowlan e trasposto a fumetti l’anno dopo con immenso successo. Buck è un forzuto militare americano che viene congelato (come Capitan America) e si risveglia in un futuro lontano in cui i viaggi nello spazio sono la norma.
Alex Raymond (1909-1956) crea il suo eroe spaziale partendo da basi simili a quelle di Buck Rogers. Un bisteccone (biondo, per differenziarsi da Buck), campione di polo, naufraga su un pianeta crudele e lontanissimo in compagnia di una splendida donna (Dale Arden) e di uno scienziato che tutti considerano pazzo ma che poi pazzo non è (il dottor Zarkov o Zarro -sic- nella prima edizione italiana).
La differenza tra Flash Gordon e Buck Rogers però è tutta nel genio di Alex Raymond. L’artista sbaraglia subito la concorrenza con la perfezione del suo tratto prima, e con il delicato equilibrio con cui mescola, nelle sue storie, fantascienza, pulp, romanticismo e sottile erotismo.Alex Raymond è lontano anni luce dai travet dell’illustrazione fumettistica degli anni Trenta. Il suo tratto non ha nulla di seriale, di ripetitivo o di bambinesco.
Flash viene creato dal disegnatore Alex Raymond nl 1934 in risposta al successo delle storie di Buck Rogers, il primo esploratore dello spazio della cultura pop creato nel 1928 da Philip Francis Nowlan e trasposto a fumetti l’anno dopo con immenso successo. Buck è un forzuto militare americano che viene congelato (come Capitan America) e si risveglia in un futuro lontano in cui i viaggi nello spazio sono la norma.
Alex Raymond (1909-1956) crea il suo eroe spaziale partendo da basi simili a quelle di Buck Rogers. Un bisteccone (biondo, per differenziarsi da Buck), campione di polo, naufraga su un pianeta crudele e lontanissimo in compagnia di una splendida donna (Dale Arden) e di uno scienziato che tutti considerano pazzo ma che poi pazzo non è (il dottor Zarkov o Zarro -sic- nella prima edizione italiana).
La differenza tra Flash Gordon e Buck Rogers però è tutta nel genio di Alex Raymond. L’artista sbaraglia subito la concorrenza con la perfezione del suo tratto prima, e con il delicato equilibrio con cui mescola, nelle sue storie, fantascienza, pulp, romanticismo e sottile erotismo.Alex Raymond è lontano anni luce dai travet dell’illustrazione fumettistica degli anni Trenta. Il suo tratto non ha nulla di seriale, di ripetitivo o di bambinesco.
domenica 12 marzo 2017
NOI CHE AMIAMO LOGAN
C'era solo una storia che Hugh Jackman poteva interpretare indossando ancora una volta i panni di Wolverine, quella di un Logan vecchio e malconcio. C'è infatti una certa ironia nel successo dell'attore australiano nei panni dell'unico mutante che non invecchia. Condannato (ma è il primo ad esserne felice) a continuare a portarlo sullo schermo anche quando tutti gli altri attori che per primi interpretarono gli X-Men hanno smesso di farlo, stavolta avrà accanto a sé solo Patrick Stewart.
In Logan, terzo spin-off dedicato a Wolverine, sarà infatti il professor Xavier il coprotagonista, la spalla anzianissima del già invecchiato protagonista. I due hanno sempre avuto un legame particolare, che la nuova serie dedicata ai mutanti (quella che affonda negli anni '60 con James McAvoy e Michael Fassbender come Xavier e Magneto) ha esplorato ancora di più e che qui dovrebbe essere sublimato.
Vietato ai minori di 17 anniStavolta Hugh Jackman ha voluto fare le cose per bene. Rimasto in lavorazione a lungo, Logan, è stato pensato per essere Rated R, cioè vietato ai minori di 17 anni. Il che significa che non solo conterrà tematiche adulte ma anche che potrà abusare di sangue e violenza, tradizionalmente lo spauracchio numero uno della censura americana. Una volta tanto è stata una scelta deliberata da parte della produzione e una volontà precisa di Jackman, che per assicurarsene ha anche acconsentito a ridursi l'ingaggio (un film vietato ai minori necessariamente incassa di meno).
La violenza è infatti un tratto che i cinecomics evitano sempre, desiderosi di abbassare il proprio target e vendere più biglietti. Eppure a lungo andare è evidente che, viste le tematiche trattate, è più una castrazione che altro. A quanto pare lo sa anche Jackman, e Logan per questo avrà mano libera nel mostrare il sangue e l'efferato del mondo allo sfascio che intende dipingere.
In Logan, terzo spin-off dedicato a Wolverine, sarà infatti il professor Xavier il coprotagonista, la spalla anzianissima del già invecchiato protagonista. I due hanno sempre avuto un legame particolare, che la nuova serie dedicata ai mutanti (quella che affonda negli anni '60 con James McAvoy e Michael Fassbender come Xavier e Magneto) ha esplorato ancora di più e che qui dovrebbe essere sublimato.
La violenza è infatti un tratto che i cinecomics evitano sempre, desiderosi di abbassare il proprio target e vendere più biglietti. Eppure a lungo andare è evidente che, viste le tematiche trattate, è più una castrazione che altro. A quanto pare lo sa anche Jackman, e Logan per questo avrà mano libera nel mostrare il sangue e l'efferato del mondo allo sfascio che intende dipingere.
giovedì 2 marzo 2017
BATMAN EROE INDISCUSSO
Batman il famosissimo eroe dei fumetti, fu ideato nel 1939 dallo sceneggiatore Bill Finger e dal disegnatore Bob Kane. Apparve per la prima volta negli albi della Detective Comics con l'ambizione di ripetere l'enorme successo di Superman, anche se contrariamente a quest'ultimo, Batman non possiede dei superpoteri, ma soltanto delle straordinarie capacità fisiche umane. Batman è la storia di Bruce Wayne, figlio del ricchissimo Thomas Wayne. Dopo avere assistito, ancora bambino, all'omicidio dei suoi genitori ad opera di un ladro, il piccolo Bruce (Batman) decise di vendicali. Giurò solennemente che avrebbe speso il resto della sua vita a combattere tutti i criminali. Per quasi vent'anni, il giovane Bruce (Batman) si dedicò unicamente a intensi allenamenti, tali per cui il suo corpo divenne capace di incredibili imprese atletiche, inoltre divenne un grande scienziato. Intorno ai trent'anni, Bruce Wayne (Batman) decise che era giunto il momento di passare alla via dei fatti. Mentre pensava: "I criminali sono gente paurosa e superstiziosa, mi occorre un travestimento che li terrorizzi. Devo essere una creatura della notte, nera, terribile un...un..." In quel momento comparve alla finestra un pipistrello. "Un pipistrello! - esclamò Bruce - Ecco! è come un presagio...sarò un pipistrello!". Scelse il nome di Batman (Batman significa infatti in inglese uomo pipistrello) e si costruì un costume da pipistrello. Grazie alle sue qualità di scienziato, si è costruito tutta una serie di attrezzature e macchinari sofisticatissimi, che gli permettono di far fronte a tutti i pericolosissimi supercriminali che di volta in volta compaiono nelle sue storie. L'alter ego di Batman, il ricchissimo Bruce Wayne ha trasformato i sotterranei della sua sontuosa villa di campagna, in un laboratorio scientifico dotato delle più moderne apparecchiature tecnologiche. Quì troviamo, all'interno di un vasto hangar-garagen ricavato sulla roccia, la sua bellissima e attrezzatissima automobile (la bat-mobile), il suo aeroplano (bat-plano) e un'infinità di armi che costruirà anche di volta in volta sulla base della pericolosità del suo nemico: la bat-fune (una fune con dei ganci all'estremità che gli permette di arrampicarsi e saltare da un palazzo all'altro), il bat-rang (una specie di boomerang a forma di pipistrello) e la bat-pistola tutti attrezzi che Batman adopererà nel corso delle sue avventure. Sin dai suoi esordi (e da allora non è cambiato molto) il costume di Batman è composto da una calzamaglia di colore grigio con pantaloncini neri (dai riflessi blu), stivaletti e lunghi guanti di colore blu notte, come copricapo usa una maschera che gli lascia scoperta solo la bocca e il mento, mentre ai lati è dotato di un paio di orecchie a punta e indossa un mantello nero che si piega come le ali di un pipistrello ed è molto utile come paracadute, quando Batman deve planare dopo aver compiuto qualche prodigioso balzo. Batman collabora con il capo della polizia di Gotham City (la sua città), il commissario Gordon, che spesso lo chiama attraverso un bat-segnale (un faro luminoso con l'effigie di un pipistrello) quando deve risolvere qualche intricatissimo caso o deve catturare qualche super criminale. Nelle sue avventure Batman si fa accompagnare da un altro eroe: il fedelissimo Robin, il ragazzo meraviglia. Questi è in realtà Dick Grayson, un ragazzo che grazie alla sua agilità, ai suoi pugni e alla sua intelligenza riesce a dare manforte a Batman. Robin veste con un paio di calzoncini di colore rosso, un mantello di colore giallo e guanti e stivaletti verdi.
Ciò che caratterizza fortemente le avventure di Batman sono soprattutto i super criminali che compaiono nelle sue storie, una serie di individui stranissimi, folli, grotteschi e originali, aventi tutti una particolarità che li contraddistingue. Il nemico di Batman più famoso senza dubbio il Jocker, (che nella prima traduzione italiana a fumetti, veniva chiamato "il Jolly") un assassino con la pelle del viso di colore bianchissimo, i capelli verdi, le labbra molto rosse e con un perenne ghigno che gli scopre i denti. E' una specie di clown che ama definirsi un "artista del crimine" e la sua più grande gioia è compiere azioni criminose accompagnandole con scherzi e battute di pessimo gusto per i malcapitati. Questo personaggio (così come tutti i cattivi della serie) conferisce alle avventure di Batman, un ambientazione fantastica, surreale e molte volte decisamente umoristica. Un altro acerrimo nemico di Batman è il Pinguino, un personaggio per alcuni versi simile al Joker, in quanto come lui ama divertirsi con scherzi criminosi. E' un tipo basso e grassoccio che indossa perennemente un frac, un cilindro e un ombrello che è in realtà un arma sofisticatissima. Altro nemico di Batman è l'Enigmista, vestito con una calzamaglia verde tutta tappezzata di punti interrogativi. Questo si diverte a sfidare Batman e Robin con dei quiz la cui soluzione indica sempre il luogo dove dovrà compiere il crimine. Pericolosissima è anche la Donna Gatto (Catwoman), specializzata in furti di gioielli. La galleria dei personaggi di Batman è veramente molto vasta, per cui ricordiamo solo alcuni dei tanti come "Due facce", un criminale che ha metà del viso normale e l'altra metà sfregiata da vetriolo, "il Trasformista", "lo Spauracchio", "Faccia d'Argilla" e tanti altri ancora. Al fianco del duo Batman e Robin, molto spesso compaiono anche delle affascinati figure femminili come Bat-Girl (la versione femminile di Batman) e la Bat-Amazzone, anch'esse vestite con abiti che si ispirano al pipistrello e in molte avventure sono riuscite a togliere dai guai i protagonisti principali. Dalle avventure di Batman narrate nei fumetti sono stati tratti diversi film e cartoni animati per il cinema e per la televisione. Ma è stato grazie alla rivisitazione del grande fumettista Frank Miller, che Batman ha conosciuto una nuova giovinezza a partire dagli anni Ottanta. Il fumetto capolavoro di Batman è riuscito a restituire a questa figura quell'aspetto gotico e tenebroso tipico del suo esordio conferendo alle storie molta azione e drammaticità, senza trascurare l'aspetto ironico che lo ha sempre contraddistinto. Nel 1989, grazie al film di Tim Burton, Batman raggiunge un successo senza precedenti che continua ancora oggi, infatti alla sua prima uscita ha battuto tutti i record d'incasso della storia del cinema e ha alimentato una bat-mania tale da farlo diventare un business nella vendita dei gadget. Nei vari film di Batman che sono stati girati negli ultimi anni c'è da ricordare la splendida interpretazione di Jack Nicholson nei panni del Jocker e quella di Jim Carrey nel ruolo dell'Enigmista.
domenica 26 febbraio 2017
TRAMA DI BATMAN E ROBIN
l dottor Freeze è alla ricerca di una cura per la moglie che è ibernata. Ha al suo fianco Poison Ivy, una volta scienziata in chimica e divenuta ora una specie di dea della Flora. Batman, con l'aiuto di Robin, deve difendere Gotham City dalla pericolosa irruzione di questi due personaggi. Troveranno un aiuto inatteso nella nipote del maggiordomo di Batman e riusciranno, ovviamente, a sconfiggere i 'cattivi'. Dimenticate le atmosfere introversamente dark dei film di Burton, nella serie 'Batman' psicologie dei personaggi e sviluppo delle battute non contano più nulla. Ciò che importa è solo ed esclusivamente aggiungere luci a colori e suoni in un ritmo incessante che lasci lo spettatore esausto al termine della proiezione. Con il risultato di aggiungere una nuova dose di droga visiva agli assuefatti e di far individuare un vuoto pneumatico in confezione extralusso a chi invece ha conservato un minimo di capacità di discernimento. Film come questo hanno, per fortuna, un destino segnato: col passaggio televisivo perderanno qualsiasi tipo di presa, rivelando così la loro inconsistenza.
domenica 12 febbraio 2017
VE LO RICORDATE DARKMAN? BELLISSIMO
Trama
Il dottor Westlake ha inventato una miracolosa pelle sintetica capace di adattarsi al corpo umano. Il brillante scienziato finisce però nella mani di una banda di gangster indagati dalla sua fidanzata, avvocatessa in carriera. Dopo il trattamento, Westlake resta agonizzante e sfigurato e si trasforma in Darkman, vendicatore senza volto ma in grado di assumere diverse identità.
Note
Un moderno fantasma dell'Opera orribile e straziante, ma anche una metafora del cinema che vive nel buio e per i canonici 90-100 minuti, come la pelle sintetica del mostro. Nel cast, oltre a Neeson, spicca l'australiano Friels nei panni del cattivo.
domenica 5 febbraio 2017
FANTASTICO...L'INCREDIBILE HULK
Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni "senza crisi", allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l'intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l'idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla - altrimenti detto Abominio -, l'ospite d'onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s'illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell'ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward "Bruce" Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l'inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell'incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l'idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e "trasforma", a dimostrare la straordinaria ricchezza dell'universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell'aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L'Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l'inarrestabile con l'intelligenza.
domenica 15 gennaio 2017
In vendita una replica della Batmobile Tumbler per 1 milione di dollari
Questa stupenda vettura non dispone solamente di una targa anteriore e posteriore ma anche di accessori molto interessanti. Come riporta il Pocket-Lint, la macchina ha dei cerchioni da 44 pollici, un impianto stereo con bluetooth con la possibile integrazione di Ipod oltre che cd e dvd. Sono state istallate anche quattro telecamere così da aiutare il guidatore nei parcheggi più difficili, l’unica pecca è che questa macchina non dispone di un lanciarazzi! Sarebbe la ciliegina sulla torta.

Questo autentico mostro è dotato di un motore a otto cilindri con trazione posteriore ma, dal momento che la macchina è americana e si può guidare solo a sinistra, il cambio è automatico. Se qualcuno di noi ha intenzione di comprare una delle cinque copie della Batmobile, allora è meglio che si dia da fare per raccogliere 1 milione di dollari! È stato realizzato un video, poi messo su Youtube, in cui viene mostrata al pubblico una copia di questa vettura.
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