Molti anni prima del debutto del Marvel Cinematic Universe, furono in molti coloro che si avvicinarono ai comics della casa delle Meraviglie proprio grazie a questa serie animata. In effetti, X-Men fornì il primo laboratorio per inserire una varietà molto ampia di personaggiprovenienti anche da titoli differenti.Furono prodotti veri e propri crossover con la serie animata di Spider-Manin onda all’epoca (compreso un breve adattamento del ciclo delle Secret Wars, a cui partecipò però solo Tempesta) e in altri adattamenti fumettistici si intravedono – anche se solo di sfuggita – Thor, Iron Man, Doctor Strange e Pantera Nera (quest’ultimo solo di spalle). In un episodio dedicato ai ricordi di Wolverine durante la seconda guerra mondiale, per esempio il mutante con gli artigli sviluppa una vera e propria avventura con Capitan America.Ma l’effetto con i fumetti fu reciproco: non solo infatti la serie animata si rinvigorì delle storyline prese dalle opere grafiche ma viceversa riuscì a ridare smalto alle avventure dei mutanti su carta. Furono realizzate anche delle serie appositamente tratte dal cartone animato e le vendite furono proprio supportate dal successo televisivo.Nel 1992 le tecniche di animazione non erano certo avanzate come quelle di oggi. E in X-Men tutto ciò si vedeva in modo evidente: i primi due episodi furono trasmessi con gravi errori di animazione, tanto che la Fox li fece rigirare. In seguito la scelta di mandare in onda le puntate appena fossero pronte invece di rispettare l’ordine cronologico mise in crisi la continuità narrativa (vedi per esempio il ritorno di Jean Grey, fatta tornare prima che se ne andasse sul serio).
Eppure tutti questi difetti, compresi i movimenti spesso ingessati dei personaggi e le loro goffe muscolature, rendevano ancora più ammirabile una serie che, sfidando mezzi tecnici relativamente limitati, si impegnava per essere rilevante e contemporanea. Un discorso a parte per i costumi, divenuti in qualche modo iconici ma a ben vedere piuttosto discutibili: quando Bryan Singer iniziò i lavori per il primo film live-action del 2000, fece preparare dei costumi ispirati proprio alla serie animata ma il risultato dal vivo fu così pessimo da optare per più semplice tute di latex nero.

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