mercoledì 13 luglio 2016

Un classico : BATMAN IL RITORNO


La notte di un Natale di tanti anni fa, a Gotham City, una coppia si sbarazza del figlioletto deforme gettandolo nel fiume. Ma il bambino sopravvive, cresce nelle fogne covando rancore e vendetta, si mette a capo della scatenata gang del "Red Triangle Circus", e 33 anni dopo, alla vigilia di un altro Natale, è pronto finalmente per fare la sua prima clamorosa apparizione in pubblico. Avendo in odio l'umanità, il Pinguino - questo è nome con il quale il mostro è conosciuto - medita di distruggerla e costringe Max Shreck, il grande industriale che ha accumulato miliardi con mezzi illeciti, ad allearsi con lui. Max crede di poter facilmente servirsi del Pinguino per i suoi loschi interessi e, facendo leva sulla credulità della folla lo candida a sindaco della città. All'inizio, la scalata al potere di Max procede senza intoppi: una sua segretaria, l'insignificante Selina Kyle che ha avuto il torto di curiosare tra le sue carte, è scagliata nel vuoto dall'alto del suo palazzo e Batman, per il momento, si limita a dubitare sulle vere intenzioni del Pinguino senza, tuttavia, intervenire attivamente. Ma il caso vuole che Selina sopravviva e, trasformata radicalmente nella persona e nell'animo, assuma l'identità dell'indomita Catwoman. I progetti di Max vanno in crisi, quando il Pinguino, invaghitosi della seducente vendicatrice mascherata, organizza una serie di delitti per screditare Batman. L'uomo pipistrello decide di intervenire e Gotham City diventa un campo di battaglia: il Pinguino, smascherato di fronte al pubblico, minaccia di uccidere tutti i primogeniti dei cittadini e riversa sulla città un'orda di pinguini armati di missili pronti ad esplodere al suo comando.
Accettando di realizzare il sequel di Batman, Tim Burton subordina l'avventura all'approfondimento psicologico dei personaggi. La scelta è commercialmente rischiosa ed infatti non paga bene al botteghino, ma si rivela vincente a distanza di tempo. Lo spettacolo c'è, ma rimane come compresso in episodi a sé stanti, incasellati tra le claustrofobiche scenografie metropolitane notturne o l'architettura fiabesca del regno sotterraneo, nelle fogne di Gotham City. Poco fantasioso nell'intreccio e piuttosto distante dagli schemi della pellicola d'azione, Batman Returns, più che celebrare nuove imprese del giustiziere mascherato (come probabilmente il pubblico si aspettava), è, invece, un originalissimo pamphlet sulla diversità fisica e morale.
Ciascuno dei quattro protagonisti è un "mostro", sia pure con sfumature e motivazioni diverse: Bruce Wayne e Selina Kyle nella doppia identità di Batman e Catwoman sono stanchi di nascondersi dietro le maschere, si intuiscono e si rincorrono disperatamente nel bisogno di una felicità mai conosciuta, l'uno e l'altra essendo consapevoli di non poter vincere li disagio esistenziale che li accompagna da sempre. Il Pinguino e Max sono due geni del male, ma mentre il primo deve la sua mostruosità ad una tragica malformazione che l'allontana dal mondo, il secondo è un mostro socialmente accettato e rispettabile, espressione della più cinica ragione capitalistica. L'uomo pipistrello (o il mezzo topo e mezzo uomo, come lo chiama il Pinguino), la ragazza gatta dalle nove e forse più vite (nell'ultima scena, quando ormai si pensa che sia morta nel duello con Max, il suo profilo beffardo si staglia ancora contro il cielo notturno), l'uomo pinguino (o anello mancante tra l'uomo e l'uccello, come lo definisce la stampa) possono toccare le corde della compassione. L'esangue Max Shreck (il nome rimanda direttamente al mitico protagonista di Nosferatu) invece, non cerca pietà né perdono: mostro per professione, è freddo, efficiente e calcolatore, né vale affiancarlo di un figlio (figura del tutto marginale) per infondergli una scintilla d'umanità. Se per i ruoli di Catwoman e del Pinguino si era pensato dapprima a Cher, Annette Bening e Dustin Hoffman, nessun tentennamento ebbe la produzione nell'affidare per la seconda volta il ruolo di Batman a Michael Keaton, nonostante le proteste dei più sfegatati fan dell'eroe mascherato.
Il film fu candidato all'Oscar per gli effetti speciali di Michael Fink, Craig Barron, John Bruno e Dennis Skotak, e per il trucco di Ve Neill, Ronnie Specter e Stan Winston.

domenica 15 maggio 2016

Wolverine - L'immortale......che grande film



Dopo gli eventi di xmen
Se il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale. buzzoole code

domenica 8 maggio 2016

BATMAN VS SUPERMAN


l film scritto da Chris Terrio, da una sceneggiatura di David S. Goyer, è basato sui personaggi dell'universo di Superman, creati da Jerry Siegel & Joe Shuster, sui personaggi di Batman, creati da Bob Kane, e su quelli del mondo di Wonder Woman, creati da William Moulton Marston, e apparsi nei fumetti pubblicati dalla DC Entertainment.
La sinossi: temendo le azioni di un supereroe simile a un dio lasciato senza controllo, il formidabile e vigoroso vigilante di Gotham City affronta il venerato salvatore moderno di Metropolis, mentre il mondo cerca di capire di quale tipo di eroe ha davvero bisogno. E con Batman e Superman in guerra tra loro, una nuova minaccia rapidamente si alza, mettendo l'umanità in pericolo maggiore di qualsiasi cosa abbia mai conosciuto.