domenica 18 settembre 2016

The Amazing Spider-Man entra di diritto nella nostra lista



All'età di sette anni, Peter Parker viene affidato alle cure di zia May e zio Ben dai genitori che non rivedrà mai più. Un decennio dopo, è un liceale solitario con una cotta per la compagna di classe Gwen Stacy, figlia del capitano della polizia. La scoperta, in soffitta, di una valigetta di suo padre contenente dei documenti secretati porta Peter a fare la conoscenza del dottor Curt Connors, vecchio amico di famiglia e collega del padre presso la Oscorp. È nel suo laboratorio, dove si studia la possibilità di innesti tra cellule umane e animali, che Peter viene morso da un ragno e si ritrova dotato di nuovi e straordinari poteri.
A Marc Webb l'arduo compito del reboot di un prodotto cinematografico del quale eravamo già pienamente soddisfatti, grazie alla recente trilogia di Raimi: inutile mettersi a farne un calco, difficile evitare le sovrapposizioni, dato il comune testo di partenza. Che fare? Forse la risposta va cercata nel poster di Einstein che campeggia in casa di Peter Parker e reca la famosa frase secondo la quale "l'immaginazione è più importante della conoscenza". Poco importa, sembra dire Webb, se la storia è nota, si può ancora reinventare ogni cosa. Verso la fine il film tornerà su questo concetto, durante una lezione scolastica, quando si premurerà di ricordare che c'è chi sostiene che al mondo esistano solo dieci storie ma forse ce n'è addirittura una soltanto, che coincide con la domanda identitaria: chi sono io. Webb e sceneggiatori immaginano dunque un Peter diverso, non più un emarginato ma un ribelle, quasi uno snob in erba, che non viene morso per caso ma va di sua iniziativa là dove l'impossibile può accadere, quasi sperandolo, e non teme la propria trasformazione ma ne è immediatamente soddisfatto e consapevole. Non sono sfumature: proprio perché ridefiniscono l'identità del protagonista di fatto ridisegnano completamente il quadro.
Al romanticismo, all'aspetto ludico e all'immaginario cartaceo dei film di Raimi (nel senso della carta dei fumetti ma anche di quella fotografica e di giornale) si sostituisce una visione attualizzata, meno tormentata ma più realistica, il cui immaginario di riferimento è esclusivamente cinematografico e nemmeno rétro. Sfortunatamente, le idee visive scarseggiano, se si eccettua il passaggio forse volontariamente ridicolo dalle squame del branzino alla pelle di Lizard, il gigante distruttore, o la scena dell'infilata di gru, che vorrebbe dare un senso al 3D, ma occorre accantonare ogni confronto col pregresso o non si uscirà dalla spirale ingannevole della falsariga (e qualcosa c'è, di obbligato, come il "non è una scelta, è una responsabilità" a rimpiazzo di "grandi poteri, grandi responsabilità").
Amazing è una parola grossa, che non calza bene al film in questione, ma Spider-Man ha avuto tante vite e il suo giro dentro il costume rosso e blu, in fondo, se lo è meritato anche Andrew Garfield.

lunedì 22 agosto 2016

Batman & Robin uno dei più belli in assoluto



l dottor Freeze è alla ricerca di una cura per la moglie che è ibernata. Ha al suo fianco Poison Ivy, una volta scienziata in chimica e divenuta ora una specie di dea della Flora. Batman, con l'aiuto di Robin, deve difendere Gotham City dalla pericolosa irruzione di questi due personaggi. Troveranno un aiuto inatteso nella nipote del maggiordomo di Batman e riusciranno, ovviamente, a sconfiggere i 'cattivi'. Dimenticate le atmosfere introversamente dark dei film di Burton, nella serie 'Batman' psicologie dei personaggi e sviluppo delle battute non contano più nulla. Ciò che importa è solo ed esclusivamente aggiungere luci a colori e suoni in un ritmo incessante che lasci lo spettatore esausto al termine della proiezione. Con il risultato di aggiungere una nuova dose di droga visiva agli assuefatti e di far individuare un vuoto pneumatico in confezione extralusso a chi invece ha conservato un minimo di capacità di discernimento. Film come questo hanno, per fortuna, un destino segnato: col passaggio televisivo perderanno qualsiasi tipo di presa, rivelando così la loro inconsistenza.

domenica 24 luglio 2016

10 Curiosità su SUPERMAN

1 - Negli anni Trenta in America vi era una forte discriminazione verso gli immigrati di origine ebraica (ricordo a tutti che i primi a promulgare le leggi razziali furono gli proprio gli americani con Ellis Island). Chi di questi voleva fare lo scrittore si trovava spesso ostracizzato a meno che non lavorasse in generi considerati di serie B, come i romanzacci d’avventura o i fumetti. Ed ecco quindi che abbiamo uno straniero, chiaramente immigrato da addirittura un altro pianeta, che difende la libertà, la giustizia e l’American Way con i suoi incredibili poteri, oltre ad essere totalmente accettato dalla popolazione. Una bella soddisfazione, non trovate?
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Suppergiù è andata così. (Pun intended).
2 - A proposito di immigrazione, il tema della cittadinanza di Kal El (o Kal L se preferite quello di Terra 2) è sempre stato un dramma, in fondo a livello legale sarebbe un immigrato irregolare su suolo americano e quindi dovrebbero cacciarlo, ma d’altra parte è il più grande eroe degli USA. Si è quindi venuta a creare un’empasse, spinta anche dal fatto che non possono “aiutarlo a casa sua” perché casa sua è scoppiata. La soluzione arriva nei primi anni Ottanta per mano di John Byrne e della sua rilettura in Man of Steel delle origini del personaggio; qua il piccolo Kal viene spedito sotto forma di feto sulla terra e fatto maturare all’interno della sua navicella. Superman nasce quindi su suolo americano e grazie allo Ius Soli ne è un cittadino a tutti gli effetti. Non male, no?
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Ora capite perchè sono per lo Ius Soli?
3 - Nel libro La fisica dei supereroi, l’autore ci presenta un’interessante teoria sull’esplosione di Krypton: data l’instabilità del nucleo e la sua enorme forza di gravità, come viene almeno descritto nelle origini di Shuster e Siegel, è probabile che il suo nucleo fosse formato da materia proveniente dall’esplosione di una supernova, una stella di neutroni la cui densità è inferiore solo a quella dei buchi neri. Questo spiegherebbe la mancata distribuzione stabile della materia e la seguente esplosione.
4 - Durante la sua lunga carriera editoriale, filmica e radiofonica, l’Uomo d’Acciaio ha guadagnato diversi poteri, oltre ai canonici, tra cui alcuni alquanto discutibili.
  • Super Ipnosi: nel numero di Action Comics 38 del 1941, Gardner Fox dona al nostro superuomo l’abilità di lanciare raggi che ipnotizzano dagli occhi. Non male, vero?
  • Super Ventriloquismo: con questo potere il nostro eroe preferito può far provenire la sua voce da dove vuole. La bizzarra idea è stata sfruttata per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, anche se nel 2005 con la miniserie The Question sembrava essere riapparsa… Ma anche no, grazie!
  • Super Dieta: Superman sembra non avere bisogno di mangiare e se lo fa è solo per abitudine. In aggiunta, il suo corpo metabolizza alla perfezione quello di cui si nutre per cui non può né ingrassare né dimagrire troppo. Forse l’unico superpotere veramente utile.
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Stendiamo un velo pietoso…
5 - Tra i vari animali che hanno fatto parte della famiglia Superman abbiamo Krypto il cane, Streaky il gatto e Beppo la potente scimmia. Sì, ok, a dire il vero ci sarebbe anche Comet, un centauro trasformato in un cavallo che si può tramutare in un uomo e che sarebbe anche una specie di boyfriend di Supergirl (!!!), ma lasciamo perdere ché andremmo sul volgare. L’allegra combriccola di super animaletti fonderà la Legione dei Super Pets del 31 secolo (viaggi nel tempo, che mal di testa) e poi sparirà durante la crisi, salvo fare un cameo in Kingdom Come (se non l’avete letto vergognatevi) nella Fortezza della Solitudine e ne La Legione dei Tre Mondi come reperti museali. E poi ci si lamenta della sperimentazione animale!
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Se ci sono anche dei cosplayer…
6 - I poteri di Superman durante la Silver Age erano talmente elevati che necessitavano un ridimensionata, praticamente senza l’apparizione di almeno un frammento di kryptonite il nostro non poteva essere sconfitto! Accade così in  Superman 233 del 1971 che durante un esperimento con un reattore a Kryptonite si crea una reazione a catena che neutralizza tutta la preziosa pietra presente sulla Terra! «E mo?» direte voi. Be’, alla fine anche se per l’Uomo d’Acciaio sembra una figata atomica, in realtà l’esplosione ha aperto un portale verso un’altra dimensione, Quarrm, da cui uscirà un’entità di sabbia con le stesse fattezze del nostro eroe e con la capacità di rubargli i poteri. Alla fine della lunga saga, che è diventata un classico dell’ultimo periodo della Silver age, Superman cederà metà del suo potere alla creatura, ritornando più “umano” e più limitato, e dando origine alla prima apparizione del Superman dell’Età del Bronzo, anche se questi non avrà vita molto lunga (la parola “Crisi” non vi dice niente?).
Qui Superman viene… ok, non voglio diventare volgare ma c’entra la sabbia.
7 - A proposito di Kryptonite, la pietra non è nata come molti erroneamente credono nel mondo del fumetto, ma in quello della radio. Certo, nel 1940 Shuster aveva introdotto, in una sola storia, una sostanza simile, il metallo K che privava Superman dei suoi poteri mentre li conferiva ai normali esseri umani (trama poi ripresa in Smallville), ma solo nel 1943 con l’episodio radio La meteora da Krypton appare per la prima volta la pietra verde. Ci vorranno almeno altri sei anni prima che essa venga introdotta nel mondo cartaceo grazie all’intercessione di una delle prime editor donna della storia dei comics: Dorothy Woolfolk.
Kryptonite
Caramellina alla menta?
8 - Sempre sulla Kryptonite, mi sembra giusto fornirvi almeno un elenco dei colori e dei gusti in cui possiamo trovarla, a parte le classiche verde (che nell’età pre-crisi toglieva solo i poteri, mentre ora avvelena Kal), rossa (che causa mutazioni temporanee) e oro (che lo priva dei suoi poteri per sempre) abbiamo diverse offerte nel catalogo, qua vi elencherò solo le più bizzarre.
  • Kryptonite Blu: toglietevi dalla testa tutte le baggianate di Grant Morrison del reboot; la vera Kryptonite Blu è la Kryptonite Bizzarro, creata dallo stesso raggio duplicatore che ha dato vita alla creatura e che risulta letale per i cloni imperfetti, privandoli dei loro poteri. È un duplicato sbagliato e può essere bloccata solo da piombo a sua volta duplicato nella stessa maniera. PUNTO.
  • Kryptonite Bianca: nessun effetto su creature che non facciano parte del regno vegetale, ma contro le piante, indipendentemente dalla loro origine terrestre o meno, risulta letale.
  • Kryptonite Gioiello: i resti della Montagna Gioiello di Krypton permette ai prigionieri della zona fantasma di usare le loro capacità psichiche per interagire con il mondo reale.
  • Kryptonite arancio: dona agli animali poteri superiori a quelli di un kryptoniano. Non male se siete una scimmia, un delfino o un cane, inutile per tutto il resto
  • E infine la Kryptonite che ha messo in difficoltà tutti i partecipanti della gara a quiz del Nerd Pride (tra cui Roberto Recchioni), nonché la mia preferita:  la Kryptonite Rosa! Ebbene sì, in una storia di quella coughcoughcagatacough serie di Supergirl, la protagonista si trova in una linea alternativa in cui questa pietra rende temporaneamente Superman un po’ “gaio”, se capite cosa intendo. La scena dura solo pochi attimi, ma lo si vede complimentarsi con Jimmy Olsen per il suo stile e una estereffatta Lois non capisce cosa stia accadendo. Evvai così!
Superman 1
Oh Jimmy, sei F-A-V-O-L-O-S-O!
9 - Un personaggio di nome Superman degli stessi autori era già apparso in Science Fiction: The Advance Guard of Future Civilization #3, una fanzine pubblicata da Siegel nel 1933. Questo Superman però non era affatto una brava persona, ma un villain calvo dotato di poteri telepatici e dedito alla conquista del mondo. Non vi ricorda nessuno? Se prestate attenzione e vi cito il progetto Tangent Comics? Linea editoriale 1997/98, coordinata da Dan Jurgens che riutilizzava i nomi dei personaggi classici DC riscrivendone le origini? Non vi ricordate il Superman di colore che guadagnava poteri telepatici, diventava calvo e alla fine comandava il mondo? Più di così che vi devo dire?
Tangent_Comics_Superman
Ritorno al passato?
10 - Sapevate che la nascita su carta di Superman è una serie di citazioni una dietro l’altra?
  • Superman è ispirato a Doc Savage, il super uomo dei romanzi pulp anni Venti che era il massimo esponente della razza umana (Tom Strong di Alan Moore è una palese citazione, avendo praticamente le stesse origini); sapete come era il nome del buon dottore da Civile? Clark Savage Jr. Fate un po’ voi.
  • Anche il cognome di Clark nasconde un segreto; sembra sia ispirato al protagonista di The Shadow, altro eroe pulp, che si chiamava, tra le varie identità, Kent Allard e aveva una partner che rispondeva al nome di Margo Lane…
  • Kal-El ricorda la  parola ebraica che significa “Voce di Dio”, se ci pensate anche tutti gli angeli Gabri-el, Sama-el, non sono altro che super potenti esseri che compiono, in teoria,  del bene.
  • Chi non coglie la citazione sul nome della città non merita il mio rispetto.
  • I poteri di Clark non sono propriamente originali, la sua super forza, il suo super salto (sì, il Superman originale saltava e basta) sono derivati da John Carter di Marte di Edward Rice Borroughs. La spiegazione che viene usata è valida per entrambi i personaggi: la maggior gravità dei loro pianeti d’origine dona al corpo una miglior struttura fisica e di conseguenza maggior forza e velocità
Bene, spero che di questi 10 punti non ne foste a conoscenza  e spero di avervi mostrato qualche aspetto che non immaginavate del primo e più grande dei supereroi! Se avete dubbi, domande o donazioni da fare, vi attendo qua sotto nei commenti.

mercoledì 13 luglio 2016

Un classico : BATMAN IL RITORNO


La notte di un Natale di tanti anni fa, a Gotham City, una coppia si sbarazza del figlioletto deforme gettandolo nel fiume. Ma il bambino sopravvive, cresce nelle fogne covando rancore e vendetta, si mette a capo della scatenata gang del "Red Triangle Circus", e 33 anni dopo, alla vigilia di un altro Natale, è pronto finalmente per fare la sua prima clamorosa apparizione in pubblico. Avendo in odio l'umanità, il Pinguino - questo è nome con il quale il mostro è conosciuto - medita di distruggerla e costringe Max Shreck, il grande industriale che ha accumulato miliardi con mezzi illeciti, ad allearsi con lui. Max crede di poter facilmente servirsi del Pinguino per i suoi loschi interessi e, facendo leva sulla credulità della folla lo candida a sindaco della città. All'inizio, la scalata al potere di Max procede senza intoppi: una sua segretaria, l'insignificante Selina Kyle che ha avuto il torto di curiosare tra le sue carte, è scagliata nel vuoto dall'alto del suo palazzo e Batman, per il momento, si limita a dubitare sulle vere intenzioni del Pinguino senza, tuttavia, intervenire attivamente. Ma il caso vuole che Selina sopravviva e, trasformata radicalmente nella persona e nell'animo, assuma l'identità dell'indomita Catwoman. I progetti di Max vanno in crisi, quando il Pinguino, invaghitosi della seducente vendicatrice mascherata, organizza una serie di delitti per screditare Batman. L'uomo pipistrello decide di intervenire e Gotham City diventa un campo di battaglia: il Pinguino, smascherato di fronte al pubblico, minaccia di uccidere tutti i primogeniti dei cittadini e riversa sulla città un'orda di pinguini armati di missili pronti ad esplodere al suo comando.
Accettando di realizzare il sequel di Batman, Tim Burton subordina l'avventura all'approfondimento psicologico dei personaggi. La scelta è commercialmente rischiosa ed infatti non paga bene al botteghino, ma si rivela vincente a distanza di tempo. Lo spettacolo c'è, ma rimane come compresso in episodi a sé stanti, incasellati tra le claustrofobiche scenografie metropolitane notturne o l'architettura fiabesca del regno sotterraneo, nelle fogne di Gotham City. Poco fantasioso nell'intreccio e piuttosto distante dagli schemi della pellicola d'azione, Batman Returns, più che celebrare nuove imprese del giustiziere mascherato (come probabilmente il pubblico si aspettava), è, invece, un originalissimo pamphlet sulla diversità fisica e morale.
Ciascuno dei quattro protagonisti è un "mostro", sia pure con sfumature e motivazioni diverse: Bruce Wayne e Selina Kyle nella doppia identità di Batman e Catwoman sono stanchi di nascondersi dietro le maschere, si intuiscono e si rincorrono disperatamente nel bisogno di una felicità mai conosciuta, l'uno e l'altra essendo consapevoli di non poter vincere li disagio esistenziale che li accompagna da sempre. Il Pinguino e Max sono due geni del male, ma mentre il primo deve la sua mostruosità ad una tragica malformazione che l'allontana dal mondo, il secondo è un mostro socialmente accettato e rispettabile, espressione della più cinica ragione capitalistica. L'uomo pipistrello (o il mezzo topo e mezzo uomo, come lo chiama il Pinguino), la ragazza gatta dalle nove e forse più vite (nell'ultima scena, quando ormai si pensa che sia morta nel duello con Max, il suo profilo beffardo si staglia ancora contro il cielo notturno), l'uomo pinguino (o anello mancante tra l'uomo e l'uccello, come lo definisce la stampa) possono toccare le corde della compassione. L'esangue Max Shreck (il nome rimanda direttamente al mitico protagonista di Nosferatu) invece, non cerca pietà né perdono: mostro per professione, è freddo, efficiente e calcolatore, né vale affiancarlo di un figlio (figura del tutto marginale) per infondergli una scintilla d'umanità. Se per i ruoli di Catwoman e del Pinguino si era pensato dapprima a Cher, Annette Bening e Dustin Hoffman, nessun tentennamento ebbe la produzione nell'affidare per la seconda volta il ruolo di Batman a Michael Keaton, nonostante le proteste dei più sfegatati fan dell'eroe mascherato.
Il film fu candidato all'Oscar per gli effetti speciali di Michael Fink, Craig Barron, John Bruno e Dennis Skotak, e per il trucco di Ve Neill, Ronnie Specter e Stan Winston.