domenica 20 novembre 2016

ALCUNE COSE CHE NON SAI SUL CAVALLIERE OSCURO

Gli omaggi a Batman, per questi suoi primi 75 anni, semplicemente non si contano. E dopo aver parlato della mostra in suo onore organizzata negli studi Warner, dei corti animati Batman: Strange Days e Batman Beyond, dell’uscita home video della serie tv anni ’60 e dei dieci meravigliosi artwork realizzati dal collettivo Poster Posse ci è venuta voglia anche a noi di rendere omaggio a uno dei personaggi più rappresentativi della storia dei fumetti, del cinema e della televisione, sicuramente tra i più amati dai bambini e ragazzi di tutto il mondo. Per questo abbiamo raccolto le immagini che trovate in fondo all’articolo, in cui sono raccolte 25 curiosità che metteranno alla prova la vostra Bat-cultura. Quanti di voi, ad esempio, sapevano che il primissimo Batman era privo di cappuccio… e per di più biondo? E chi era a conoscenza del fatto che Christian Bale, anni prima di ottenere la parte da protagonista nella nuova trilogia di Christopher Nolan, venne scartato per la parte di Robin in Batman Forever?
  

domenica 13 novembre 2016

Wolverine - L'immortale......che grande film


Dopo gli eventi di xmen
Se il primo spin-off dedicato a Wolverine aveva puntato tutto su un concentrato d'azione e fisicità, cioè sulla storia di come ad un certo punto del suo oscuro passato il corpo di carne e adamantio dell'x-man sia diventato tale, questo secondo punta sulla sua anima e sul suo potere originale, quello che il gene mutante gli ha donato, ovvero il fattore rigenerante che rimargina le ferite, cura ogni male, previene l'insorgere delle rughe e impedisce di morire.
Dunque là dove la troupe capitanata da Gavin Hood aveva puntato sulla forza, quella al servizio di James Mangold punta sullo struggimento, forse sulla carta la chiave migliore per capire il personaggio di un uomo più vicino allo stadio animale che a quello dei sapiens, innamorato senza speranza del suo opposto, una donna dai modi angelici e dal cuore impegnato che è stato costretto ad uccidere.
Lontano dal branco Wolverine diventa sempre più Logan, si risveglia di continuo da incubi che paiono sogni idilliaci in cui la sua amatissima Jean lo ossessiona rinfacciandogli con grazia di averla uccisa e sembra voler andare a capire le origini di una vita violenta. Purtroppo questa è solo la prima parte del film, una serie di spunti che Wolverine - L'immortale lascia cadere uno dopo l'altro al proseguire della storia, sostituiti da un'azione né carne né pesce, mai audace perché attenta a non mostrare sangue per non perdere il divieto solo ai minori di 13 anni e mai davvero romantica, come la premessa lasciava intuire, ma anzi spesso derivativa (l'autochirurgia e il tema dell'anziano magnate in cerca di giovinezza ricordano Prometheus) grossolana (nemmeno l'idea di levargli temporaneamente il fattore rigenerante è sfruttata a fondo), spaccona e priva di gusto.
La pecca più grossa di questo adattamento del ciclo di storie ambientate in Giappone scritte e disegnate da Chris Claremont e Frank Miller è infatti la mancanza di scelte nette e decisioni audaci. Wolverine - L'immortale manca di polso, sembra voler essere innocuo e generico, buono per tutti e quindi speciale per nessuno, addirittura rifiuta pure di ricalcare lo stile visivo dei fumetti d'origine. In questa maniera la scelta del Giappone come location diventa una come un'altra, foriera solo di luoghi comuni (la sequenza sul bullet train suonerebbe stonata anche in una parodia) e non di quell'unione tra suggestioni pittoriche differenti. Pure il grande attacco finale nel villaggio, che sembra cercare geometrie da wuxia-pan attraverso un groviglio di cavi o anche solo un confronto filmico potenzialmente impressionante tra il corpo pesante e gigantesco (quindi occidentale per definizione) di Jackman e i mille fisici esili e scattanti dei ninja (orientali per definizione), si risolve in una sequenza incolore.
Solo la tangibile determinazione con cui Hugh Jackman veste i panni del protagonista (per la quarta volta), la profonda comprensione del personaggio e la caparbietà con la quale piega qualsiasi usuale banalità gli venga sottoposta fino a trovare anche solo una scintilla di coerenza, mantengono in piedi un film che sulle spalle di chiunque altro sarebbe crollato dopo mezz'ora.
Logan si è ritirato sui monti, ossessionato nei sogni dallo spettro di Jean Grey. A stanarlo è una mutante giapponese, inviata per trovarlo e portarlo a Tokyo dove un morente magnate della tecnologia vuole vederlo prima di esalare l'ultimo respiro. Si tratta di un militare giapponese che quando Logan lo salvò dall'atomica di Nagasaki ne scoprì il potere rigenerante e che ora intende fargli una proposta: l'immortalità in cambio di una vita normale. buzzoole code

domenica 16 ottobre 2016

Batman Begins

Bruce Wayne, giovane rampollo di un illuminato filantropo di Gotham City, vede i suoi genitori assassinati da un rapinatore. Incapace di liberarsi del senso di colpa, inizia un vagabondaggio che lo porta fin sulle vette dell'Himalaia, dove Ra's Al Ghul e il suo fido Ducard lo iniziano alla via del loro culto ninja. Wayne è deciso a servire la giustizia e tornato a Gotham, trova in Falcone, potente trafficante di droga, e in Crane, altrettanto corrotto psichiatra, i due più acerrimi nemici, dietro ai quali però pare celarsi qualcuno di ancor più potente. L'unico modo per combatterli è diventare un simbolo, che dia forza e speranza alla gente.
Per chi non l'avesse capito, questo simbolo si chiamerà Batman, l'uomo-pipistrello, terrore dei criminali nella metropoli della corruzione.
L'ambiguità psicologica di Wayne/Batman diventa finalmente il fulcro di un film a lui/loro dedicato: non poteva essere messo in mani migliori, visto che Nolan, nella sua pur breve carriera, ha dimostrato di avere una somma predilezione per i meandri più fangosi della mente umana.
Questo quinto capitolo della moderna traduzione in pellicola di uno tra gli eroi a fumetti più amati di sempre è di ottima fattura, ed è quasi tutto merito dello stesso regista: Nolan immerge la trama in un'atmosfera cupa ma non barocca; elude abilmente gli stereotipi pacchiani (in agguato ad ogni angolo nei film tratti da fumetti); tiene la tensione grazie a personaggi ben costruiti e non a colpi bassi da seconda lezione del corso di sceneggiatura. A onor del vero la prima parte è un po' farraginosa, ma il film lentamente carbura, fino a chiudere in grande stile con un colpo maestro che lo ricongiunge al primo capitolo diretto da tim burton Un plauso a Nolan, dunque, soprattutto per aver ridato slancio e dignità ad una serie che
Un'ultima menzione per Bale, ottimo in un cast stellare ma sottotono: finalmente un volto credibile per il Cavaliere Oscuro.
aveva ostinatamente tentato di macellare.

domenica 9 ottobre 2016

TRE PRIMATI DI CAPITAN AMERICA



1.IL SUO AMICO È STATO IL PRIMO SUPEREROE AFRO-AMERICANO:
Falcon è stato introdotto in Captain America numero 117, inoltre è anche il primo supereroe afro-americano a non avere la parola “black/nero” nel suo nome. È un eroe incredibile e chi non ha familiarità con i fumetti lo ha già visto muovere i primi passi nel Marvel Cinematic Universe in Captain America: Winter Soldier e Ant-Man




2 .È STATO IL PRIMO SUPEREROE:
Anche se non è stato il primo supereroe ad essere creato dalla Marvel, è stato il primo nell’universo Marvel. È stato creato per essere “the ultimate soldier” e ci sono riusciti, tanto che tanti cattivi hanno cercato di mettere le mani sul siero che lo ha reso così come lo conosciamo. La sua creazione ha scatenato la rivolta dei cattivi dell’universo Marvel e da lì, tanti eroi sono venuti alla luce.




3.IN REALTÀ LUI NON ERA IL PRIMO AVENGER:
Non mi è ancora chiaro il perché la Marvel lo abbia nominato negli ultimi film “The First Avenger“, forse è perché è stato il primo eroe creato e poi ha finito per diventare un vendicatore. I primi vendicatori erano in realtà Wasp, Ant-Man, Iron Man, Thor e Hulk. Hulk ha lasciato dopo aver appreso della mancata fiducia da parte degli altri Vendicatori nei suoi confronti e questo ha portato Capitan America prendere il suo posto. Nel corso del tempo, Cap è diventato indispensabile per la squadra e li condusse anche a causa della sua vasta esperienza e conoscenza di battaglia e tattica. Cap appare ancora sul roster della squadra principale oggi come Sam Wilson, ed è stato in un certo numero di versioni differenti della squadra, spesso come Rogers.