
Il Wakanda, nazione dell'Africa centro-Orientale, si nasconde agli occhi del mondo. In apparenza Paese povero di risorse e speranze, nei fatti il più tecnologicamente avanzato del mondo, grazie alla presenza del vibranio, minerale alieno dalle inimmaginabili potenzialità. Quando T'challa sale sul trono, divenendo così la nuova Pantera Nera che protegge il proprio popolo, intende preservare la tradizione, ma un ritorno inatteso a Wakanda lo obbligherà a rivedere i propri piani.
Dopo il discusso caso di Wonder Woman a casa DC, è la volta di Black Panther, trasposizione su grande schermo delle avventure del più famoso e iconico supereroe di pelle nera.
Un episodio a sé stante del Marvel Cinematic Universe, che vive di vita propria, alla maniera di Dr Strange, e che comporta la genesi di un mondo invisibile, a cui tocca il compito di restituire il feeling dell'Africa centro-orientale e la tecnologia avveniristica di un Paese ipotetico.
Il lavoro scenografico di ricostruzione digitale è mirabile in questo senso, al pari di quello sui costumi e sulle caratterizzazioni di donne e uomini guerrieri. La fotografia di Rachel Morrison riesce a far rivivere i colori, i suoni, la rabbia e la natura selvaggia dell'Africa senza scivolare in pregiudizi da uomo bianco o da "colonizzatore", come i wakandiani apostrofano, i caucasici.
Oltre al lavoro su costumi e scenografia, straordinaria è la colonna sonora, e Black Panther si candida dichiaratamente a status symbol in fatto di tendenze, alla stregua di quel che Hair fu per la moda hippie o Shaft per la blaxploitation. A deludere invece, sono gli effetti speciali, e la post-produzione in cgi non sembra godere delle delizie tecnologiche del vibranio. Le scene di battaglia, sempre più diffuse verso l'epilogo, sono prigioniere di un'estetica da cartoon indegna di un'operazione di questa portata.
Dopo la morte di suo padre T'Chaka (avvenuta in Captain America: Civil War), T'Challa, interpretato da Chadwick Boseman, eredita il trono della fittizia nazione africana di Wakanda, ma come insegna la storia le successioni sono momenti politicamente turbolenti. Tanto più che il Wakanda non è affatto lo stato da terzo mondo che appare e dietro un'elaborata facciata si nasconde il Paese più avanzato del mondo, la cui tecnologia è sviluppata dal minerale vibranio, lo stesso dello scudo di Captain America, di cui in Wakanda ci sono grandi risorse per via di un asteroide di questo materiale precipitato millenni fa sul suo suolo.
T'Challa è un re africano e non ci sono stati molti film su questo soggetto in qualunque genere. Per cui rispetto agli altri film Marvel... è completamente diverso. Il protagonista è un regale, come Thor, ma è anche un terrestre e questo cambia molto le cose, perché gli dà un diverso contesto e lo avvicina alla realtà, anche se il film è ricco di elementi fantastici e tecnologie incredibili.
Ryan Cogler
Il dilemma al centro del film è la direzione politica da dare al Wakanda, perché T'Chaka prima di morire stava parlando alle Nazioni Unite e intendeva aprire maggiormente la nazione al mondo esterno. T'Challa non sa se vuole davvero procedere in questo senso e nel mentre deve affrontare gli effetti di questa politica all'interno della sua nazione, con rivali quali M'Baku, interpretato da Winston Duke, giovane leader della tribù Jabari che ritiene il Paese faccia anche eccessivo affidamento sul vibranio.
C'è poi una questione più personale ma dagli effetti devastanti: l'odio che Erik Killmonger (Michael B. Jordan, immancabile nei film di Cogler), nutre per la famiglia regale e dunque per T'Challa, tanto feroce e radicato da portarlo a far evadere il più pericoloso nemico di stato del Wakanda, Ulysses Klaue (Andy Serkis). Questi, che aveva perso un braccio in Avengers: Age of Ultron, intende ottenerne le risorse per nutrire la sua ossessione verso il vibranio. Munito ora di un braccio meccanico che nasconde una micidiale arma, sarà insieme a Killmonger il principale antagonista del film.
È la sola persona che è stata in Wakanda e ne ha visto la ricchezza che intende svelare al mondo. Crede sia un Paese profondamente ipocrita, perché finge di essere una nazione del terzo mondo. Klaue è un uomo che fa cadere governi, è un trafficante d'armi e sa come manipolare la gente. Andy Serkis.
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